RomaUno, telecamere e microfoni “in discarica” per protesta

Giornalisti
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Mercoledì 11 novembre saremo in piazza Madonna di Loreto. Butteremo telecamere e microfoni nella spazzatura per protestare contro la gestione di RomaUno

Butteremo le telecamera e i microfoni che abbiamo usato per 12 anni in discarica. È questa la protesta simbolica che abbiamo scelto ed è così che rischia di chiudersi per 29 persone un’esperienza di lavoro appassionante, che ci ha portati ad essere la prima televisione locale privata a Roma. È una scelta alla quale siamo costretti da una crisi che si protrae da 16 mesi, da quando cioè abbiamo accettato un taglio dello stipendio del 40%.

Lo abbiamo fatto convinti che, in nome della solidarietà, si potesse salvare un’azienda in crisi. Poi a settembre il passaggio di mano. Il consorzio Colari di Manlio Cerroni, proprietario della Tv, cede il totale delle quote all’imprenditore Fabrizio Coscione. Il nuovo titolare acquista un’emittente gravemente indebitata, ma tutti speriamo che possa spiegarci come intende rilanciare.

Invece incontri non ce ne saranno se non, dopo le nostre insistenze, per comunicarci l’indisponibilità a pagare gli stipendi arretrati – ben tre mensilità – mentre a nostra insaputa avvengono movimenti poco chiari, come la creazione di un ramo d’azienda in cui si fanno confluire l’infrastruttura e il segnale televisivo, ma non i dipendenti. Non una parola su cosa si voglia fare con RomaUno o in cosa la si voglia trasformare.

Dal 2003, anno di nascita, RomaUno si è affermata nel panorama televisivo locale come un’emittente al servizio dei cittadini, fortemente radicata nel territorio. Abbiamo raccontato la città andando municipio per municipio, strada per strada, mettendo sempre a confronto cittadini e amministratori. Abbiamo cercato insomma di essere una tv di servizio, fatto che ci è stato riconosciuto da più parti negli anni.

Questa voce sta per morire e con lei chi ha lavorato perché si facesse sentire.  E allora mercoledì 11 novembre saremo in piazza Madonna di Loreto. Butteremo telecamere e microfoni nella spazzatura, perché così ci sembra che siamo stati trattati noi lavoratori dai vecchi, così come dai nuovi, proprietari.

 

 

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