Roma, per favore non rifate Ds contro Margherita

Amministrative
The statue of the wolf in Campidoglio capitol Hill, Rome, Italy , 29 ottobre 2015 
ANSA/MASSIMO PERCOSSI

Giachetti contro Morassut non può essere riedizione vecchi duelli

C’è sempre un che di strano nelle vicende della sinistra romana: e le prime battute delle primarie di Roma non smentiscono questo dato.

Si presenta Roberto Giachetti e immediatamente si registra la freddezza degli stati maggiori di quella parte del Pd romano che viene dai Ds. Come per miracolo, le diverse anime degli ex Ds, dai bersaniani ai veltroniani – componenti storicamente avversarie – spingono per una candidatura alternativa trovandola in Roberto Morassut, che ieri ha spiegato le sue ragioni.

Qualcuno ha scritto di un derby Rutelli-Veltroni. Altri hanno raccontato di un Massimo D’Alema impegnato anch’egli a muovere pedine (prima Massimo Bray, poi Walter Tocci) per ostacolare Giachetti, identificato come il candidato di Renzi. Cioè, non ci si chiede se un candidato può vincere le elezioni ed essere un buon sindaco: si pensa a come danneggiare il premier.

Va tutto bene, sia chiaro. Senza competition non ci sono primarie, e senza primarie non c’è il Pd. Però,  ad otto anni e mezzo dalla nascita del Pd, bisogna registrare ancora una volta che a Roma sono tuttora gli schemi del passato a dominare il dibattito e ispirare la lotta politica.

Un braccio di ferro fra Ds e Margherita non parla a nessun romano normale. Bisognerebbe svincolarsi tutti dai démoni di ieri e fare una bella battaglia sul domani di Roma.

Vedi anche

Altri articoli