Roma, dopo il terremoto di Mafia Capitale questo è un miracolo

Amministrative
La scheda per le primarie nel gazebo di via Donna Olimpia 6 Marzo 2016 a Roma
ANSA/MASSIMO PERCOSSI

Vince Giachetti, un candidato che può unire la Capitale

Con  il vento contro – meteorologicamente ma anche politicamente – il Pd ha portato in una uggiosa domenica di ritrovato inverno diverse decine di migliaia di persone ai gazebo in varie città.

Penne fini dei giornaloni scriveranno che l’affluenza è stata un mezzo flop, che l’altra volta a Roma aveva votato il doppio delle persone, oltre ai vari derelitti della destra che invece di imparare qualcosa provano a farsi un po’ di propaganda gratis, una destra che si appresta a una specie di plebiscito su un candidato già bruciato, Bertolaso, una roba mai vista.

No, ragazzi. A noi sembra un miracolo che – dopo tutto quello che è successo – quasi inquantamila romani abbiano ancora una volta scelto di essere presenti e di dire la loro. L’hanno detta: Roberto Giachetti. Che da ora è il candidato del Pd e delle forze ad esso vicine per governare la Capitale. Roberto Morassut, gran signore e intelligente interprete dello spirito delle primarie, si metterà al servizio del vincitore.

Grande partecipazione a Napoli e a Trieste, non era scontato ma nemmeno impossibile. A Napoli è avanti la Valente, a Trieste passa Cosolini: e non indugiamo qui sul fatto che sono tutti e tre nomi vicini a Renzi.

Abbiamo detto che invece è un miracolo questa partecipazione dei romani dopo tutto quello che è successo. A Roma ci sono stato due terremoti. Mafia Capitale, un sisma che ha raso al suolo la credibilità della politica; e il crollo del governo di Ignazio Marino, con le polemiche e il carico di responsabilità che ha gravato sul Pd.

Quasi impossibile restare in piedi, in questa situazione. Le gambe del Pd in effetti si sono piegate, ma il Pd non è caduto. C’è voluto il commissariamento di Orfini, lo scioglimento di circoli “cattivi”, ci sono stati drammi personali, un’onda di vergogna su persone serie, militanti onestissimi. Secondo i sondaggi il Pd è il primo partito a Roma. Ora ha un candidato molto competitivo, per caratteristiche personali anche sorprendente (ed è un bene), un uomo che può unire la città, partendo dalle forze progressiste e andando oltre, guardando ai romani che non vogliono il ritorno degli amici di Alemanno né il salto nel buio con una improbabile candidata di un partito il cui guru è uno che forse ha il vizio di spiare i suoi parlamentari.

Dunque, ci sentiamo di dire che a Roma il centrosinistra riparte da questa domenica piovosa: con le primarie ha giocato d’azzardo e, con tutti i problemi, ha vinto la scommessa.

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