Riportiamo l’Italia a immaginare il futuro

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Noi giovani siamo pronti a prendere in mano il destino del Paese, puntando su integrazione, formazione, istruzione e occupazione

Quando ci si approccia al tema generazionale il quadro che si ha davanti è questo: da un lato ci sono i numeri, freddi e netti, dall’altro ci sono vite e passioni, che sono calde ed in continuo movimento.

I giovani italiani vengono spesso definiti in qualche modo: Generazione X, Y, Millennial Generation, Generation Next o Net Generation, Neet. Molti modi per definire una generazione, quella nata tra gli anni Ottanta e la fine dello scorso millennio, che rappresenta la scommessa più grande del nostro Paese.

Una generazione che vede il proprio futuro sempre più oscuro, con prospettive occupazionali non ancora del tutto rassicuranti ed un percorso verso la pensione per nulla sereno. Una sensazione che diventa una certezza aprendo la tanto discussa busta arancione dell’Inps. “Il pieno sviluppo della persona”, sancito dall’articolo 3 della Costituzione italiana, sta diventando la più onirica delle utopie; eppure è la missione autentica dello Stato. La liberalizzazione delle professioni ci ha fatto toccare con mano quanto sia difficile rinunciare a privilegi ereditari. Ma la vicenda di farmacisti e tassisti fa soltanto da cartina di tornasole ad un Paese ancora pigro ed egoista, nel quale pochi hanno davvero intenzione di mettersi in discussione.

Rischia l’invisibilità questa generazione che sembra destinata a non poter dare concretezza ai propri sogni. Si, perché la nostra è una generazione che, al netto di tutto, coltiva ancora sogni e ambizioni, ed ha bisogno di maggiori diritti per poterli realizzare.

Da poco tempo ho assunto la guida del Forum Nazionale dei Giovani, l’organizzazione che rappresenta oltre 75 organizzazioni iscritte, per una platea di circa 4 milioni di giovani italiani. Nel lavoro quotidiano e nel confronto continuo con le realtà associative nei territori, apprendo ancora di più quanto questa generazione sia pronta a guidare il proprio destino e a prendere in mano quello dell’Italia. Ci sono realtà associative così vive nelle nostre città, che rappresentano la punta più avanzata di quell’innovazione culturale spesso predicata e mai pienamente praticata. Ed è proprio nelle periferie italiane che scorre il sangue puro di questa generazione. È nei quartieri, nelle piccole e grandi associazioni, nel vasto mondo del terzo settore diffuso in tutto il territorio, che l’Italia può trovare le migliori energie per tornare ad essere realmente protagonista nel mondo e compiutamente moderna.

I giovani chiedono un’occasione. Chiedono al Paese il coraggio di cambiare. Di investire sul suo bene più prezioso. Di credere nel cammino virtuoso della vitalità giovanile. In Italia bisogna ricominciare ad immaginare. Immaginare il futuro del Paese, non dall’oggi al domani, ma da qui a 10, 20 anni. Integrazione, formazione, istruzione, occupazione. Sono queste le basi fondamentali per riannodare positivamente i destini dell’Italia alle giovani generazioni. Guardando all’Europa come vero spazio di azione e di cittadinanza. L’Europa dello “zero virgola” e della sola austerità ha provocato solo paure e rabbia, quel tempo va superato con maggiori investimenti pubblici sui grandi assi di sviluppo del futuro, a partire dalla banda ultra larga e dal continuo sostegno ai programmi di mobilità giovanile.

Il Forum Nazionale dei Giovani è in campo anche per questo, per sfidare apertamente il futuro con tutto il patrimonio di bellezza e umanità di cui dispone. Contro la cultura del lamento e per la costruzione di un nuovo tempo, che sia fatto di opportunità e non di muri. Muri non solo fisici. Muri che sono ostacoli alla crescita di una intera generazione. Muri che abbatteremo con la forza delle nostre idee e con la passione che ci anima dentro. Perché oltre i numeri, ci sono ragazze e ragazzi che voglio bene all’Italia ed hanno al cuore il suo futuro. Noi ci siamo. Noi ci saremo.

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