Riportare i (veri) tifosi in curva

Stopper
curva-sud

Le rivelazioni di Totti e De Rossi (“sotto la curva ci hanno riempito di insulti e di sputi”) rende evidente la necessità di isolare i signori delle curve e agevolare chi vuole solo tifare

Totti: “Siamo stati insultati e fatti oggetto di sputi, lancio d’accendini e bottigliette di plastica”. De Rossi: “Quando sono rientrato negli spogliatoi mi sono accorto che avevo la maglia piena di sputi”. De Sanctis: “Mi hanno gridato più volte ‘napoletano di m…’ e ‘mercenario’, avevo paura”. Iturbe: “Una bottiglietta d’acqua mi ha colpito e un tifoso a cavalcioni mi ha chiesto di dargli la maglia”. Sono solo alcune delle testimonianze rese dai giocatori della Roma alla Digos e pubblicate oggi dal quotidiani Il Tempo.

E’ il 19 marzo 2015. La Roma che arriva agli ottavi di finale di Europa League è una squadra in crisi, di gioco e di risultati. La contestazione dei tifosi è già partita da tempo. La partita casalinga con la Fiorentina potrebbe rappresentare un punto di svolta e invece si trasforma in un incubo: i viola prendono letteralmente “a pallonate” i giallorossi che perdono 3-0 e dicono addio ai sogni di gloria. A quel punto il malumore dei tifosi più intransigenti si trasforma in rabbia.

“Al termine dell’incontro io e altri miei compagni di squadra ci siamo recati sotto il settore della Curva Sud dove i tifosi avevano reclamato a gran voce la nostra presenza con ripetuti cori”, racconta il capitano della Roma. “Mentre mi stavo recando verso la recinzione insieme ad altri miei compagni di squadra – specifica De Rossi – ci siamo rapidamente accordati tra di noi di non cedere ad alcuna richiesta per farci togliere la maglia in segno di resa alla tifoseria”. In effetti, almeno in quell’occasione, non abbiamo dovuto assistere al rito, già visto su altri campi di Seria A, della consegna della maglia ai tifosi. Questo ce lo siamo evitato, tutto il resto no.

Alla luce di queste rivelazioni, assume un significato ancora più forte il braccio di ferro in corso tra il prefetto di Roma Franco Gabrielli e i tifosi di Roma e Lazio che occupano i due settori più caldi del tifo cittadino. Braccio di ferro che ha portato allo svuotamento delle curve dell’Olimpico nel giorno più importante del calcio capitolino, quello del derby.

Le parole di Totti, De Rossi e gli altri dovrebbero far riflettere. Come si può uscire dal pantano che si è venuto a creare a Roma? L’unica via (e lo dicono anche molti tifosi perbene che vorrebbero solo andare allo stadio per godersi lo spettacolo) è quella di isolare i prepotenti, i signori delle curve che credono di poter comandare i loro settori al sopra e al di fuori della legge. La logica iper-repressiva messa in campo da Gabrielli porterà i frutti sperati? Dividere le curve in due settori, rendere complicato l’accesso agli spalti, vietare di esporre vessilli o sventolare bandiere serve a limitare il potere dei potenti? O rischia solo di saldare il tifo pacifico a quello più violento?

Lo scopriremo nei prossimi mesi. Intervenire contro i prepotenti è cosa buona e giusta. Fare di tutta l’erba un fascio rischia di portare a risultati opposti a quelli sperati.

Vedi anche

Altri articoli