Riflessioni all’una di notte: il quadro di un’Italia insoddisfatta

Amministrative
Anti-establishment Five-Star Movement (M5S) Rome mayoral candidate Virginia Raggi takes a picture after voting for municipal elections at a polling station in Rome, Italy, 05 June 2016. Local elections are underway across Italy including mayoral votes in Rome, Milan, Turin and Naples. ANSA/ALESSANDRO DI MEO

In questo momento il Pd vede segnali d’allarme ma la partita resta aperta

Passata la mezzanotte e mezza il quadro non è ancora chiarissimo. Si percepiscono però alcuni dati: alcuni confermano le primissime impressioni a caldo ma altri costringono a modificare l’analisi.

1. La notizia più importante è certamente l’exploit di Virginia Raggi a Roma. Alla quale sembra aggiungersi anche un buon risultato di Chiara Appendino a Torino – dato che però va verificato bene. Vale a dire, un boom di Cinquestelle laddove ha saputo presentare candidate (donne) che sono piaciute ad un elettorato insoddisfatto della politica in quanto tale (a Roma) o stanco (Torino, in una certa misura Bologna).

2. A Roma gli elettori hanno soprattutto punito i partiti tradizionali, per ragioni sin troppo evidenti, più che premiare in positivo i grillini. Roma si è “demagistrisizzata”, nel senso che premia l’antipolitica come succede a Napoli. Mentre scriviamo, Giachetti e Meloni sono testa a testa per il secondo posto: da questa sfida dipenderà molto il giudizio finale su queste amministrative. Comunque, restiamo del parere che Giachetti ha fatto il massimo. E che la destra ha combinato un disastro: divisa va in difficoltà. Si desse una regolata.

3. Il Pd, con questo quadro, non può evidentemente essere al top della felicità. Certo, tutto si può ancora aggiustare se recuperano bene Fassino e Merola, se Sala si conferma primo con un certo margine, se Giachetti va al ballottaggio. In questo momento il partito di Renzi è fra l’allarme e la tranquillità.

4. Si conferma che la sinistra radicale fa una brutta figura. Basse percentuali a Roma, Torino, Milano. Tutto da rifare.

5. In conclusione, da questo quadro esce un Paese nervoso, insoddisfatto, incerto sulla strada da prendere. L’antipolitica morde ai polpacci, la politica di governo è in difesa. La partita italiana è tutta aperta. 

Vedi anche

Altri articoli