Ricordare Giulio Regeni senza aver paura del mondo

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Giulio-Regeni

L’esperienza del giovane ricercatore ucciso in Egitto non può fermare la nostra curiosità. Così possiamo onorare la sua memoria

La scomparsa di Giulio Regeni, dottorando italiano della Cambridge University, torturato e poi ucciso al Cairo nell’anniversario del golpe, è ancora un enigma. Ciò che segue in questi giorni sulle televisioni, nei giornali è un flusso enorme, condito da rivelazioni e da smentite. Egli è svanito nel nulla. Come Ibrahim Halawa. Omar Salah. Mohammed El-Gindi. Mohamed El-Shafie. Islam Khalil. Ashraf Shehata.

Osservazione e racconto coinvolgevano Giulio nella sua totalità: ragionevolezza, sentimento, affezione. Egli si ritrovava a osservare, scegliere, valutare. La morte di Regeni dimostra che nella vita bisogna avere progetti, mete, traguardi in modo da operare senza affossarsi nell’ordinamento quotidiano. A lui dobbiamo promettere questo: noi non dimenticheremo. Innanzitutto non dimenticheremo il suo coraggio. Abbatterci, “sederci” o appiattirci non è un modo obiettivo per onorare la vita, ma è l’annientamento della vita stessa.

Probabilmente non sapremo mai con certezza chi abbia deciso la sua morte. Sappiamo però che ciò che caratterizzava Giulio era la cultura dei doveri: ecco il fondamento del circuito virtuoso che dovrebbe essere innestato nella collettività.

Nessun pericolo può fermare questi giovani, giovani come Giulio e Valeria Solesin, dal conoscere il mondo, viverci, imparare le lingue, soddisfare una curiosità vorace della quale dobbiamo essere orgogliosi, non spaventati. Durante il suo cammino Giulio ha incontrato chi glielo ha impedito. La cosa peggiore che potremmo fare nel rispetto del suo sacrificio e della sua memoria, sarebbe pensare che il mondo è un luogo pericoloso. Lo è, in effetti. Ma non abbastanza per fermare lo stupore e la curiosità. La forza di un uomo (o donna) sta nella resistenza, cioè in quella capacità di sopportare sacrifici, privazioni, riduzioni del proprio tempo libero.

Giulio ha sopportato dei costi per costruire investimenti dai quali ottenere risultati futuri. Chiedere e cercare la verità è un obbligo, un dovere sempre e specialmente ora. Giulio Regeni, la sua morte, testimonia una verità cui è impossibile sottrarsi, ad ogni risveglio un pensatore libero in Egitto può essere arrestato, colpevole di idee, colpevole di immagini, colpevole d’amore, recluso per aver organizzato manifestazioni pacifiche. Primavera di prigioni, di violenza, di tenebre. È inutile odiare ed è colpevole restare silenti, bisogna restare fedeli alla parola, al sogno di uomini giusti che ci insegnano a vivere.

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