Riconquistare Milano, serve l’impegno di tutto il Pd

Elezioni
Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi (S), accolto dal sindaco di Milano Giuliano Pisapia al suo arrivo al Teatro alla Scala per assisitere alla Turandot, 01 maggio 2015.
ANSA/MATTEO BAZZI

Il clima che portò alla vittoria di Pisapia non c’è più. Renzi ponga la giusta attenzione alla competizione del prossimo anno

A Milano il clima quasi magico che aveva preceduto le elezioni del 2011 non c’è più e sarebbe sbagliato non esserne consapevoli. Ad aggravare la situazione è giunta la notizia delle dimissioni della vicesindaco, Ada Lucia De Cesaris. Dimissioni di cui non sono ancora ben chiare le reali motivazioni, ma che rappresentano indubbiamente un problema non banale per tutto il centrosinistra. Non a caso, in queste ore, in tanti si domandano se la vicesindaco sia consapevole della portata e della ricaduta che questo suo gesto avrà nel processo di avvicinamento alle elezioni del 2016, già di per sé complesso.

La ri-conquista del governo della città non è scontata, anzi. Richiede uno sforzo di responsabilità e intelligenza politica da parte di tutti gli attori in campo. Nel 2016 il centrosinistra si presenterà agli elettori dopo cinque anni di governo, con un bagaglio consistente di cose (ben) fatte che hanno reso indiscutibilmente la città più attraente, viva e vivibile ma, al contempo, com’è normale che sia, con ancora questioni irrisolte o affrontate solo marginalmente.

Proprio per questo, la solidità del progetto di governo per la Milano del 2016, capace di valorizzare l’esperienza della giunta Pisapia e di immaginare una visione ancor più ri-generata della città, sarà il primo dei due capisaldi su cui basare la proposta politica del centrosinistra.

Il primo atto concreto in questa direzione, di ascolto e di riflessione, è stato l’evento “Milano Domani”, organizzato dal Pd milanese, che ha visto la partecipazione di tante eccellenze cittadine nei 32 tavoli tematici allestiti (un secondo appuntamento è previsto all’interno della Festa nazionale de l’Unità, che si svolgerà a Milano dal 25 agosto al 6 settembre).

Il secondo caposaldo sarà la qualità del candidato sindaco, capace sia di rappresentare al meglio il progetto collettivo, sia di essere (con)vincente per la maggioranza dei cittadini milanesi.

Appare scontato che la scelta del candidato si faccia attraverso le primarie, dopo la decisione di Giuliano Pisapia di non ricandidarsi per un secondo mandato. A Milano, del resto, le primarie si sono sempre svolte in un clima di grande correttezza e larga partecipazione.Ai potenziali candidati che al momento si sono proposti – Emanuele Fiano, Pierfrancesco Majorino e Roberto Caputo (tutti Pd) – altri/e probabilmente si aggiungeranno. Staremo a vedere.

Quanto a possibili “ingerenze” esterne, viste con (forse eccessiva) preoccupazione da alcuni, parrebbe invece auspicabile che il segretario del Pd Matteo Renzi ponesse la giusta attenzione alla competizione milanese, proprio per l’importanza che avrà nello scenario politico. Non certo per intervenire “dall’alto” ma, al contrario, per offrire il supporto e il contributo di tutto il Pd al centrosinistra milanese per ri-conquistare Milano nel 2016.

 

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