Restituire trenta minuti ai romani, ecco come farò

Roma
Il candidato del centrosinistra per il Campidoglio Roberto Giachetti durante una visita nella Metro C, Roma, 3 Marzo 2016. ANSA/GIUSEPPE LAMI

L’impegno di governo che prendo con i cittadini comporta una rivoluzione che riguarderà tutti, dall’amministrazione alle municipalizzate

Ho letto su Unità.tv l’articolo di Massimiliano Vatiero, che ringrazio per il contributo al dibattito sui problemi di Roma e sulle politiche possibili per affrontarli. Porta uno sguardo da economista alla discussione, uno sguardo che permette di capire che, quando si parla di “tempo da restituire”, non si parla di semplici inconvenienti quotidiani, ma di cose molto serie, da affrontare con altrettanta serietà.

Il punto da cui partire è semplice: i sistemi in cui c’è cultura della puntualità sono quelli che funzionano mentre gli altri perdono risorse, come mostrano le stime da te proposte che ci parlano di miliardi di euro persi. Risorse che non possiamo più permetterci di lasciare andare, che dobbiamo recuperare. Non è, d’altra parte, un problema solo nostro. Non è un caso che la gestione dei tempi sia sempre più un aspetto centrale delle politiche urbane e che sempre più città dedichino specifica attenzione alla questione.

Questo, insomma, il contesto in cui va collocata la mia proposta di restituire 30 minuti al giorno a tutti i romani: tempo oggi perduto attendendo un mezzo di trasporto pubblico o trascorso davanti a uno sportello per svolgere una pratica che si potrebbe sbrigare più rapidamente o direttamente online.

Più che un semplice slogan è, però, un obiettivo di governo. Dietro questi 30 minuti da recuperare, c’è, infatti, una rivoluzione: e neanche troppo piccola. Prendere seriamente questo obiettivo significa prendere un impegno importante: di tutta la città. Coinvolgerà le aziende municipalizzate, che dovranno essere valutate sempre più sulla velocità del servizio e sulla loro capacità di assicurare ai romani la sua qualità. Coinvolgerà l’amministrazione che sarà tenuta a realizzare in tempi certi obiettivi misurabili e che dovrà rispondere di ritardi e sciatterie. Sarà di tutti i cittadini che anche grazie alla tecnologia saranno partecipi di questo processo segnalando disfunzioni e aiutando il Comune ad essere più veloce, a dare risposte immediate ai problemi, a far emergere chi, nell’amministrazione, lavora con spirito di servizio.

C’è molto lavoro, insomma, dietro questi trenta minuti da restituire ai romani. Ma è un lavoro importante e un bel lavoro: che va fatto insieme.

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