Renzi contro Marino? E Il Fatto diventa “marinista”

Il Fattone
Il presidente del consiglio Matteo Renzi durante la trasmissione televisiva "Porta a Porta" condotta da Bruno Vespa, Roma, 16 giugno 2015. ANSA/ANGELO CARCONI

La “vendetta”: la campagna sugli scontrini dell’ex presidente della Provincia di Firenze

“Dove sono gli scontrini?”. Da quando è esplosa pubblicamente l’inchiesta su Mafia Capitale, e fino a giovedì scorso, il Fatto ha ripetutamente chiesto le dimissioni di Ignazio Marino e ha più volte accusato Renzi di voler tenere in vita un’amministrazione giudicata impresentabile soltanto per il timore di perdere il Campidoglio.

Giovedì il sindaco si è dimesso, e venerdì il giornale di Travaglio s’è risvegliato marinista. Il motivo? E’ stato Renzi a dargli il benservito – il che è vero soltanto in parte, visto che la sfiducia al sindaco è venuta dalla sua giunta, da un gran numero di consiglieri e dai vertici locali di Pd e Sel –, e se Renzi fa quello che anche il Fatto gli ha chiesto da mesi, dev’esserci per forza l’imbroglio.

“Dove sono gli scontrini?”. Incerti su dove stia effettivamente l’imbroglio, i ragazzi del Fatto hanno infine deciso di buttare la palla in tribuna: e dagli scontrini di Marino sono passati a quelli di Renzi. Il sindaco avrà pure commesso qualche leggerezza, ma la sua pagliuzza è niente al cospetto della trave che ingombrerebbe l’occhio del premier quand’era presidente della Provincia e poi sindaco di Firenze.

“Cene, quel che Renzi non dice” è dunque l’apertura del Fatto di oggi. Che ieri ha intervistato Lino Amatini, “uno dei suoi ristoratori fiorentini preferiti”, e oggi, nonostante la smentita di Renzi (che ha anche precisato che “tutte le mie spese dal 2004 al 2013 sono state al vaglio di Pm e Corte dei conti”), ricomincia come se niente fosse: “Il sindaco capitolino ha dettagliato tutte le sue spese: Renzi può fare altrettanto?”.

Se ne stanno occupando fior di magistrati, gran parte delle spese sono già online da tempo, la Corte dei conti è all’opera, nulla di illecito è mai emerso, ma i contabili del Fatto insistono: “Dove sono gli scontrini?”.

Sono là dove sono sempre stati, ragazzi, a disposizione della magistratura contabile: e la prossima volta, magari, provate con qualcosa di più solido.

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