Reddito di cittadinanza e stop alle trivellazioni: le bugie di Di Maio su Ragusa

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Gli annunci dell’esponente grillino sono solo spot elettorali ad uso e consumo degli attivisti

“Noi siamo credibili perché prima di dire ‘faremo’, le cose le facciamo e poi le comunichiamo al Paese”. Così ama ripetere il vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio, nelle varie interviste che rilascia. Peccato, però, che la credibilità, a volte, si infrange contro la realtà.

Nello specifico parliamo del caso Ragusa, portata come fiore all’occhiello della politica a Cinquestelle ed in particolar modo dei due risultati sbandierati ai quattro venti: “Ragusa ha detto stop alle trivellazioni, frenando gli appetiti dei petrolieri”, così si legge in un lancio Ansa del 26 giugno scorso, ed a Ragusa il reddito di cittadinanza è ormai realtà. Scrivono e dichiarano i vari Di Maio, Alessandro Di Battista e Roberto Fico. Ma la realtà è un’altra.

Questi annunci sono solo spot elettorali ad uso e consumo dei soli attivisti. Comprendiamo che siamo già in campagna elettorale, ma il vicepresidente della Camera dovrebbe avere un po’ di rispetto per i cittadini. Ma andiamo per ordine.

Lo scorso 28 giugno ossia due giorni dopo le roboanti dichiarazioni di Di Maio, l’Amministrazione Piccitto è stata battuta in Aula su un punto cardine del suo programma, che avrebbe dovuto bloccare le trivellazioni e limitare le costruzioni in verde agricolo, con 14 voti sfavorevoli contro i 10 voti dei Cinquestelle. In fondo anche quest’atto, voluto fortissimamente dal sindaco di Ragusa, ovviamente per non sconfessare le affermazioni un tantino azzardate di Di Maio, era poco più che propaganda e della più insulsa, visto che un Comune non ha voce in capitolo sulle trivellazioni, che sono di esclusiva pertinenza della Regione Siciliana. Ma tant’è, l’importante è la credibilità.

Giungiamo così al famigerato reddito di cittadinanza, che sarebbe una realtà a Ragusa, anche se in forma embrionale, come si legge anche nel sito web dello stesso Di Maio.

Quello che loro spacciano per reddito di cittadinanza, altro non è che un assegno civico di appena 360 euro, per 60 ore di lavori socialmente utili, per soli 560 cittadini (ottenuto tra l’altro dopo infinite proteste, ndr). Nulla di più e nulla di nuovo delle politiche sociali attuate dalle passate amministrazioni. Nessuna formazione, nessun reinserimento lavorativo, nessun reale supporto all’economia locale, così come farsescamente racconta Di Maio nei vari talk politici, ma solo una politica in assoluta continuità col passato. Eppure, se avessero voluto, potevano istituirlo realmente questo reddito di cittadinanza, visti i 40 milioni di euro incassati nel solo 2015 dalle royalties petrolifere, una cifra importante che nessuno riesce a capire come e dove sia stata spesa.

Sapientemente Di Maio su tutto ciò non fa mai parola, tuttavia sono fatti a lui arcinoti visto che almeno una volta al mese, insieme al suo amico Cancelleri, viene a svernare nella città di Montalbano e ad elargire consigli e strategie. Come d’altra parte non ci risulta che Di Maio abbia mai menzionato il fatto che la maggioranza a Ragusa è solo un lontano ricordo. Una maggioranza assottigliatasi progressivamente in questi tre anni, a tal punto che oggi il governo cittadino non riesce più ad approvare un atto, se non con i voti delle odiate opposizioni.

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