Razzi, senatore e clown

Politica
Antonio Razzi arriva a Montecitorio per la quarta votazione per eleggere il presidente della Repubblica, Roma, 31 gennaio 2015. ANSA/ VINCENZO TERSIGNI

L’esibizione al Gay Village segna uno spartiacque

L’esibizione pagliaccesca di Antonio Razzi al Gay village (auspice l’ex deputata di Rifondazione comunista Vladimir Luxuria) forse segna uno spartiacque nella vita del nostro “eroe”.

Finora Razzi era (è) noto per essere un parlamentare che, come troppi altri, ha voltato la gabbana quando gli tornò utile per conservare il seggio, poi per aver teorizzato che l’unica cosa importante per un onorevole è arrivare al vitalizio e quindi per una inconsueta e misteriosa passione per la Corea del Nord.

Crozza lo ha imitato tutte le settimane con impareggiabile bravura rendendolo famosissimo. Fatte li cazzi tua è diventato un programma politico, anzi, di vita.  Ma perché l’esibizione dell’altra sera è uno spartiacque? Perché se un parlamentare accetta di sbuffoneggiare in quel modo vuol dire che si sta costruendo il suo futuro: in qualche balera, più che in aula. Liberissimo di farlo, cazzi sua. Ma che personaggio, però.

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