Raisport non va, urgono chiarimenti

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Il direttore di Raisport Gabriele Romagnoli durante la conferenza stampa per la presentazione del palinsesto Rai dedicato alla 99/a edizione del 'Giro d'Italia', Roma, 2 Maggio 2016. ANSA/ GIUSEPPE LAMI

Troppi errori e ritardi: subito confronto in Vigilanza

Quanto sta accadendo a Raisport fa pensare che in Rai ancora molto lavoro sia da fare e, a quasi un anno dall’insediamento della nuova dirigenza, molti risultati siano ancora di là da venire, così come non tutte le innovazioni sembrano produrre cambiamenti in positivo.

Abbiamo assistito, nelle ultime settimane, a episodi discutibili sugli eccessi di cronaca nera (in parte bloccati, come a “Domenica In”, ma non a “Porta a porta”, dove abbiamo visti rivelati i nomi dei piccoli bimbi coinvolti nel caso pedofilia a Caivano), su interviste inopportune come al figlio di Riina con il relativo pasticcio della liberatoria, sulle parolacce in diretta come con Amadeus, che solo dopo alcuni giorni si è scusato.

Per arrivare, appunto, al vaffa che il direttore di Raisport ha indirizzato alla sua redazione di Milano. Un episodio censurabile e inaccettabile per il servizio pubblico. E’ difficile comprendere come un nuovo direttore, che arriva dall’esterno per dirigere una redazione di 120 giornalisti, pensi di rilanciare l’informazione sportiva del servizio pubblico a botte di insulti e dissidi con i suoi redattori. E’ notizia di queste ore che un membro del Cdr, Cristiano Piccinelli, avrebbe annunciato le sue dimissioni.

La presentazione del piano editoriale, poche pagine secondo quanto lamentato dagli stessi giornalisti, è arrivata peraltro fuori dai termini stabiliti, con una polemica che ha coinvolto anche il Consiglio di amministrazione, il cui parere sarebbe stato “dimenticato”.

Ma non ci sono solo i ritardi sul piano editoriale, che hanno messo in subbuglio la redazione nel pieno del Giro d’Italia, a poche settimane dagli Europei di calcio e dall’inizio della strategica stagione estiva che porterà la Rai a seguire le Olimpiadi di Rio come official broadcaster.

Appare sorprendente anche la decisione di nominare ben 5 vicedirettori: Raisport ha chiuso uno dei suoi due canali, eppure il numero dei vice è rimasto lo stesso di prima, ma mentre prima uno era di stanza a Milano, ora sono collocati tutti a Roma. Non era possibile effettuare dei risparmi di spesa su questo? Il confronto con le reti concorrenti è disarmante: Sky Sport e Sport Mediaset hanno un solo vice, BeIN Sports di Al Jazeera non ne ha nessuno.

E’ opportuno che sul caos di Raisport l’azienda dia dei chiarimenti non soltanto al parlamento e alla Vigilanza, ma a tutti gli appassionati di sport che seguono il servizio pubblico e pagano il canone.

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