Rai, il futuro dell’azienda sta nella modernità. E adesso si parte

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Quarantaquattro tra funzionari e dirigenti di Rai, società del gruppo Mediaset, La7 e Infront sono indagati a Roma nell'ambito di un'inchiesta sull'affidamento di lavori e servizi in cambio di utilità come soldi e assunzioni. La Guardia di Finanza sta eseguendo 60 perquisizioni, Roma, 17 Giugno 2015. ANSA/ FABIO CAMPANA

Domani la prima riunione del nuovo Cda della Rai. Ecco quali sono le priorità per cambiare

Ci vediamo domani, Mercoledì. Alle nove. Primo Cda della Rai. Di qui a là avremo continuato un po’ a supporre, a leggere qua e là di noi. Chi scava, chi provoca, chi improvvisa. Da mercoledì la più grande azienda di comunicazione del Paese e d’Europa, si muoverà per realizzare un grande cambiamento. Tutto si tiene. C’è chi fa finta di niente, chi ci intrattiene con verve polemica, ma se in Italia ha preso corpo una iniziativa riformista forte e necessaria, la Rai non è a margine di questo processo, è necessariamente, naturalmente al centro del disegno.

La riforma avviata della Rai è una realtà e si completi. Siamo già un pezzo avanti, con una investitura al Direttore Generale che lascia l’angolo della mediazione per intraprendere il ruolo e la responsabilità di Amministratore Delegato. Naturalmente non si sospende il tempo, il palinsesto gira con dentro, incombente, il mondo di cui siamo parte. Le due facce di speranza e dramma sono davanti a noi come non mai. Sono le vite degli altri che vediamo spengersi, atterriti dalla nostra impotenza di fronte al grande esodo, alla fuga dall’orrore attraversando tutte le declinazioni della sofferenza.

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