Quorum in salita ma Grillo fa già (inutilmente) lo smargiasso

Referendum
Il leader del Movimento 5 Stelle, Beppe Grillo, durante le operazioni di voto per il referendum abrogativo sulla durata delle trivellazioni in mare, Genova, 17 aprile 2016.
ANSA/LUCA ZENNARO

Il dato delle 12 dice della difficoltà a portare la maggioranza degli italiani alle urne

Poco più dell’8% alle 12: non pochissimo, non moltissimo. Vedremo cosa succederà nel pomeriggio e poi stasera, alle 23 si tireranno le somme.

Difficile fare il confronto con il referendum del 1999 in cui si votava in una sola giornata, come stavolta: 17 anni fa, un’altra Italia.

Aspettiamo le 23 dunque. Ma per favore si eviti – tutti – di fare calcoletti puerili sulle percentuali dei partiti parametrati sul dato di oggi o di proiettare quest’ultimo sul prossimo referendum di ottobre sulla riforma costituzionale. Non si faccia sfoggio del solito politicismo.

Certo, questo 8% dice di una grande difficoltà dei referendari a portare i cittadini alle urne, anche se la percentuale alla fine non sarà esattamente disastrosa.

Beppe Grillo già canta vittoria, ma è una smargiassata del tutto priva di senso politico. Al referendum devi portare a votare il 50% più uno altrimenti hai perso: magari in modo onorevole ma hai perso. E l’aria che tira sembra questa.

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