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Per noi giovani quest’avventura referendaria è lo spartiacque fra un mondo istituzionale e politico chiuso in un immobilismo sterile e la prospettiva di un domani che può innescare meccanismi di profondi e, speriamo, radicali cambiamenti

“Al passato grazie, al futuro sì” , questa frase di Dag Hammarskjold racchiude il perché del nostro impegno a favore delle ragioni del sì al referendum costituzionale. A maggio, io ed altri ragazzi abbiamo deciso di costituire il comitato “Il Pollino che dice sì”, cogliendo l’invito del ministro Maria Elena Boschi che aveva chiesto in più occasioni alla nostra generazione di essere protagonista di questa campagna referendaria.

Un impegno che ci è costato non poca fatica, non è stato facile rinunciare alle vacanze estive con gli amici, alle domeniche sotto l’ombrellone. Il 30 agosto, infatti, abbiamo organizzato il primo momento di confronto sul referendum con l’on. Ernesto Carbone, membro della segreteria nazionale PD. Il primo di una lunga serie di incontri su tutto il nostro meraviglioso territorio con importanti rappresentanti delle istituzioni e del mondo accademico.

Incontri che hanno permesso di approfondire i vari aspetti di questa riforma. Abbiamo avuto l’onore di ospitare l’on. Andrea De Maria, i sottosegretari alla Giustizia Gennaro Migliore e Cosimo Ferri, il vicepresidente del Partito Democratico, on. Sandra Zampa, il capogruppo del PD, on. Ettore Rosato, il Presidente del Gruppo S&D al Parlamento Europeo, on. Gianni Pittella, il senatore Covatta ed il senatore Margiotta, i deputati calabresi Covello, Bruno Bossio, Magorno e Barbanti, alcuni consiglieri regionali (Giudiceandrea e Bova), il responsabile comunicazione a Palazzo Chigi, Francesco Nicodemo, il Presidente del Parco Nazionale del Pollino, on.Mimmo Pappaterra nonché numerosi sindaci ed amministratori del nostro territorio.

Come avrete capito, inviare email, prenotare locali in cui tenere convegni, spendere ore a ideare locandine, chiedere permessi per gazebo, volantinaggi ed affissioni sono diventati ormai i nostri hobbies preferiti. La realizzazione di questi eventi non sarebbe stata possibile senza l’aiuto di molti dirigenti e militanti politici che ci hanno supportati, dato consigli e suggerimenti in questa mesi.

Per vedere più lontano, infatti, non bisogna schiacciare quello che c’è stato prima ma bisogna salire sulle spalle dei giganti, come ci hanno insegnato gli umanisti. La nostra passione ci ha portato ad aderire a “Generazione sì”, la rete di circa 200 comitati giovanili che sostiene la riforma costituzionale, e a spingere altri ragazzi a costituire un altro comitato, “Generazione Sì – Pollino”, che ci sta concentrando espressamente nel raggiungere e informare i nostri coetanei, organizzando numerosi confronti e volantinaggi anche nelle università.

Per noi giovani quest’avventura referendaria è lo spartiacque fra un mondo istituzionale e politico chiuso in un immobilismo sterile e la prospettiva di un domani che può innescare meccanismi di profondi e, speriamo, radicali cambiamenti. Il nostro è un sì di attesa e speranza verso una nuova realtà costituzionale. Il Sì al Sud deve rappresentare la sconfitta dello storico e anacronistico gattopardismo: se qualche politico meridionale vuole riportare indietro le lancette dell’orologio, questa volta troverà – ne siamo certi – proprio nei giovani un argine sorridente ai suoi sconsiderati disegni.

Non consideriamo la politica come un match generazionale o come un mero rapporto di forza bensì come una passione, un mezzo e non un fine per far ripartire il nostro Mezzogiorno, possibilmente su un Frecciarossa e non su un regionale. Non sappiamo quale sarà il risultato, se raccoglieremo o meno i frutti dal nostro lavoro ma quest’esperienza ci ha permesso di condividere un sogno che va oltre i nostri sogni personali, oltre le nostre aspettative e ci ha dato la possibilità di costruire un gruppo che ha come fondamenta soprattutto i rapporti umani. E questa per noi è già una grande vittoria. La nostra amata Terra, grande e amara come soleva definirla Leonida Rèpaci, non può permettersi di stare alla finestra, deve costruire in maniera autonoma il cambiamento.

Un cambiamento agognato, sperato da più di trent’anni che il 4 dicembre può avere la possibilità di divenire realtà. Domenica venti abbiamo tenuto il nostro ultimo incontro “RiGenerarsì- le nuove generazioni che dicono Sì” che ha puntato a scoprire le ragioni per le quali le nuove generazioni accolgono favorevolmente le ragioni del sì al referendum costituzionale. Siamo agli sgoccioli, mancano le ultime miglia, andiamo casa per casa perché il 4 dicembre anche in Calabria #bastaunsì.

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