Questa nuova Confindustria

Economia
Il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia all'auditorium Parco della Musica durante l'assemblea generale, Roma, 26 maggio 2016. ANSA/GIUSEPPE LAMI

Il nuovo presidente di Confindustria Vincenzo Boccia non avrebbe potuto essere più chiaro di così

Il superamento del bicameralismo paritario e la riforma delle autonomie locali sono a portata di mano. In una democrazia moderna, chi si oppone ad una riforma o ad un governo dovrebbe avanzare proposte alternative, subito praticabili e non opporsi solo per temporeggiare o per indebolire l’avversario. Il nuovo presidente di Confindustria Vincenzo Boccia non avrebbe potuto essere più chiaro di così. Il cuore della prima relazione di Boccia all’Assemblea dell’associazione degli industriali, è stato tutto politico. E non avrebbe potuto essere altrimenti. I cambiamenti costituzionali e la conseguente maggiore snellezza e chiarezza delle decisioni governative, sono la premessa indispensabile per far compiere al sistema Italia quel cambio di passo necessario per poter accelerare il ritmo di crescita e quindi riassorbire la disoccupazione. Su questa linea si sono ovviamente schierati i ministri dei beni culturali, Franceschini, e dello sviluppo economico, Calenda. Il primo, più politico, ha detto di «provare tristezza per chi, di fronte a riforme che pure aveva chiesto per anni, è oggi contrario per motivi personalistici».

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