Quell’insopprimibile fastidio di Grillo per gli omosessuali

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WCENTER 0WNHBARCAD -  07101708 FOTO WEBSERVER - imgmistrulli100713170731 - CONFERENZA STAMPA M5S BEPPE GRILLO AL SENATO  -  BEPPE  GRILLO -  mistrulli luigi

Dagli aneddoti di Luxuria al commento su Vendola: ormai con sempre maggior chiarezza sappiamo chi è

Beppe Grillo è omofobo? Secondo Luxuria, intervistata da Claudio Sabelli Fioretti a “Un giorno da pecora”, la risposta è senz’altro sì: “Uno che accoglie la notizia che un partito candida una trans dicendo semplicemente che è un travestito, tanto friendly non è…”. Era il 2012, il Movimento 5 stelle cominciava la sua scalata al potere.

I Cinquestelle presentavano candidati in diverse città (fu l’anno in cui Federico Pizzarotti a sorpresa conquistò Parma), e Luxuria raccontò per l’occasione un aneddoto che la riguardava direttamente: “Di Grillo ricordo che quando si seppe della mia candidatura con Rifondazione Comunista andai a vedere un suo spettacolo, durante il quale lui disse: ‘Ma che fine faremo, ora che anche Rifondazione candida un travestito?’ Io ero lì e pensai: ecco, un altro omofobo pure qui”.

Che non si sia trattato soltanto di una licenza poetica – ammesso che ad un comico possa essere permesso tutto – lo dimostrano altre frasi, commenti, epiteti sfuggiti di bocca al fondatore del M5s nel corso degli anni, al punto da far sorgere il sospetto che il doppio voltafaccia grillino sulle unioni civili – prima annunciando libertà di coscienza sulla stepchild adoption dopo aver giurato di voler votare il ddl Cirinnà “senza modifiche”, e poi cambiando repentinamente posizione sul “supercanguro” che avrebbe consentito un’approvazione rapida della legge nella sua interezza – abbia tra le sue ragioni, oltre allo sfrenato cinismo politico, anche un insopprimibile fastidio di Grillo per gli omosessuali.

Nel maggio di cinque anni fa, in un comizio a Bologna, il leader cinquestelle si rivolse pubblicamente a Nichi Vendola dicendo, testualmente, “At salut, buson!”.

Qualche giorno dopo, in un’intervista al Corriere, cercò di rimediare con una giustificazione che suona peggio di una conferma: “Siete piccini, voi giornalisti, sciocchi, gretti… Ho usato il termine busone, come a Roma direi ‘mortacci tua’. Uso il dialetto locale”.

Ma il dizionario bolognese curato dell’associazione “Bologna nel cuore” lascia pochi dubbi sul “dialetto locale”: busone “letteralmente significa omosessuale (in senso spregiativo), ma si attribuisce anche ad una persona che ha molta fortuna”. E siccome non risulta che Vendola sia particolarmente fortunato, mentre è nota la sua omosessualità, l’espressione di Grillo è evidentemente omofoba.

Con Vendola e con la sua sessualità, del resto, Grillo sembra avere un problema non ancora superato: l’anno scorso, quando si diffuse la notizia che il leader di Sel avrebbe cominciato a percepire il vitalizio, come del resto prevede la legge, il capo cinquestelle lanciò una campagna violentissima su Twitter con l’hashtag #BabyVendola. Risposero in molti, e molti si scatenarono in insulti omofobi. Come per esempio una certa Nadia Fusini: “Noi ci rompiamo il culo fino a forse 63 anni di operato, mentre c’è chi gode a farsi rompere il culo!!”. Il tweet, forse per la particolare eleganza dell’eloquio, fu subito ritwittato da Grillo, scatenando un’ondata di proteste anche tra gli aderenti al M5s. Pare che anche un altro paio di tweet omofobi siano stati ripresi e amplificati da Grillo, che però ha rapidamente cancellato tutto.

“Osservo con tristezza – commentò Vendola – il fatto che ai comici miliardari continua a dare scandalo pure il mio orecchino”.

L’anno prima, nell’ottobre del 2014, Grillo era invece a Palermo per lanciare lo “Sfiducia day” contro il governatore Rosario Crocetta. Le perle di quel comizio sono numerose (“la mafia andrebbe quotata in borsa”, “anche Cosa nostra se n’è andata dalla Sicilia ormai troppo povera”), ma una rifulge: il presidente della Regione “è uno che ormai non si sa più cosa sia, da tutti i punti di vista”. Di Grillo, invece, si potrebbe dire il contrario: ormai con sempre maggior chiarezza sappiamo chi è.

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