Quell’impronta fascista che viene dal passato

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Un momento della presentazione del libro "Secondo Matteo" del segretario federale della Lega Nord, Matteo Salvini, in piazza della Mercanzia a Bologna, 26 maggio 2016. 
ANSA/GIORGIO BENVENUTI

Nella destra italiana, dalla Lega a CasaPound, si ritrovano sentimenti xenofobi che possono essere combattuti solo conoscendo meglio la storia

Mettendo in atto una decisiva rottura col suo passato, la classe politica italiana ha cercato di impegnarsi in modo più vigoroso con l’Africa, incluse quelle nazioni con cui ha un passato tortuoso. A marzo il presidente Mattarella ha visitato l’Etiopia, e in segno di rispetto e di rimorso ha deposto una corona di fiori davanti al monumento dedicato alle vittime dell’occupazione. Il premier Matteo Renzi, nei suoi primi due anni di mandato, è stato in Africa tre volte, tra cui in Etiopia. È il primo primo ministro italiano in carica ad aver mai visitato l’Africa sub-sahariana.

In entrambi casi, diverse motivazioni potrebbero essere state alla base dei viaggi— nel caso di Mattarella, la promozione della candidatura dell’Italia a un seggio non permanente al Consiglio di sicurezza Onu, per Renzi, la realizzazione di accordi commerciali – ma il desiderio di forgiare una nuova partnership con l’Africa è inequivocabile.

L’intenzione di tracciare un nuovo corso con il continente richiede, come punto di partenza, il riconoscimento e la comprensione delle brutalità del passato, eppure tale consapevolezza deve ancora arrivare fino al pubblico. A dispetto della sua storia odiosa, alcuni italiani continuano a idolatrare i criminali di guerra fascisti, come manifestato chiaramente dalla recente costruzione di un mausoleo in onore di Graziani. E ancora troppi italiani restano all’oscuro della storia del fascismo in Africa.

Le tendenze pro-fasciste sono più visibili non solo nelle rievocazioni dell’esperienza italiana in Africa, ma più ampiamente nella politica, con lo spiccato aumento del supporto nei confronti dei partiti di estrema destra e della loro retorica anti-immigrati. Questi partiti sono stati, senza dubbio, aiutati dal fatto che – a differenza della Germania – non c’è un’ampia moratoria sulle organizzazioni politiche fasciste. La nipote di Mussolini, infatti, che si vanta regolarmente della storia politica di suo nonno, è stata in precedenza eletta nel Parlamento italiano, e attualmente è membro del Parlamento europeo.

I sentimenti pro-fascisti anti-stranieri non si limitano a coloro che si trovano ai margini della politica. Non è necessario guardare oltre il supporto crescente per la Lega Nord anti-immigrati, sempre più fascista. Inizialmente un partito che chiedeva una maggiore autonomia – e in alcuni casi la secessione – per il più prospero nord dell’Italia, la Lega Nord si è trasformata in un partito bigotto di estrema destra con aspirazioni politiche nazionali. I membri del partito tormentano immigrati e rifugiati. Il governatore della Lega Nord della regione nord-orientale del Veneto, una delle più importanti, ha proposto che agli immigrati venga impedito di lavorare nelle reception degli hotel o in altri settori dove avrebbero a che fare con i turisti, affermando che la loro sola vista potrebbe scoraggiare il turismo.

La romanticizzazione del fascismo e l’accettazione dell’estrema destra sono più diffusi di quanto potrebbe apparire a prima vista. L’accettazione del pensiero di estrema destra va oltre il 15% degli italiani che attualmente si pensa supporti la Lega Nord, ma si riflette anche nel partito di Casa Pound (che prende il nome dello scrittore americano dichiaratamente fascista, Ezra Pound), che ha suggellato un’alleanza con la Lega Nord. I neofascisti sono anche tra i membri del partito Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale, così come all’interno del partito dominante di destra di Silvio Berlusconi, Forza Italia.

Bisognerebbe resistere e invertire il supporto crescente degli italiani per il neofascismo e la malconsigliata bramosia di una parte ingloriosa di un glorioso passato. Un modo per fare ciò è comunicare meglio la fondamentale moralità dei rifugiati che giungono sulle coste italiane. Tuttavia è altrettanto importante informare gli italiani dell’orrenda storia del fascismo, di cui in troppi sanno troppo poco.

Una migliore conoscenza con il passato del fascismo è un importante primo passo nel persuadere gli italiani ad allontanarsi dall’estrema destra e ad avvicinarsi a politiche sui rifugiati che siano caratterizzate dall’umanità, piuttosto che dalla xenofobia. Altrimenti, per citare Del Boca, un grande numero di italiani rischia, ancora una volta, di essere portato sulla cattiva strada da una minoranza irresponsabile.

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