Quell’Europa troppo pesante, che non sa reagire agli attacchi

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epa05226999 Workers at the European Commission attend a minute of silence at the EU Commission headquarters a day after terrorist attack, in Brussels, Belgium, 23 March 2016. Security services are on high alert following two explosions in the departure hall of Zaventem Airport and later one at Maelbeek Metro station in Brussels, Belgium, 22 March 2016. Many people have died and more have been injured in the terror attacks, which Islamic State (IS) has since claimed responsibility for.  EPA/OLIVIER HOSLET

Troppo stesso l’Ue appare solo un’accozzaglia di Stati incapaci da anni di mettersi d’accordo su materie strategiche

La nostra vecchia Europa deve pararsi dagli stupri quotidiani di diversi soggetti: la finanza pazza che fa a pugni con l’economia reale, la chiusura mentale che fa a cazzotti con lo spirito dei Padri Fondatori e il terrorismo di matrice jihadista targato Isis.

Il nostro linguaggio quotidiano sta profondamente cambiando: sta diventando veloce, senza fronzoli. Sui social e sulle nostre chat, sui titoli che i giornali on line buttano giù per guadagnare un click in più: abbiamo tutti un linguaggio quasi ermetico. Come quando eravamo in guerra. Ma oggi siamo in guerra? Siamo in guerra, ha detto – e ribadito ancora – il presidente francese Hollande. A Parigi, a Bruxelles, in qualunque città Europea “si sta come d’autunno sugli alberi le foglie”. Soldati è stata scritta nel luglio 1918, da Giuseppe Ungaretti, poeta soldato in trincea, verso la fine della Grande Guerra.

La trincea oggi diventa un gate dell’aeroporto, o un vagone della metro. Riviviamo l’incubo dell’11 settembre, con una profonda differenza. Il nemico non è più il terrorista che viene da lontano, ma può essere una persona qualunque che vive già in mezzo a noi, e magari ci facciamo anche la spesa assieme.

Le lacrime della Mogherini, Alto commissario per la politica estera e di difesa della Ue, rappresentano la pesantezza di un’Europa che si comporta come un’accozzaglia di Stati incapaci da anni di mettersi d’accordo su materie strategiche: intelligence, difesa, giustizia. Anni e anni a parlare di spread e di tira e molla sui patti di stabilità con i Paesi del Mediterraneo, quando serviva concentrarsi su punti ben più importanti per il nostro futuro, a partire dal Mediterraneo.

E l’Italia? Renzi ha (ben) detto che non è tempo né di sciacalli, né di colombe. Condivido: non è tempo né di guerrafondai, né di indifferenti che danno – sempre e comunque – ogni colpa all’Occidente. Salvini, che ogni tanto si ricorda di essere un europarlamentare, rappresenta in modo emblematico questo mondo social che viviamo appieno, trasformando in un tragicomico carnevale ogni evento che sommerge la nostra vita quotidiana, che sia uno sbarco o un gravissimo attentato.

Cara Europa, ricordati di quante volte hai saputo difenderti dalle violenze che ti hanno inflitto. Sei nata forte, ma adesso tocca anche a noi e alle nostre istituzioni costruire un po’ di sani anticorpi.

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