Quella rottamazione che non c’è stata e che ora serve

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Occorrono nuove idee e nuove persone, che possono arrivare solo da un impegno costante nel territorio

Tutti in fermento in attesa della Direzione del Pd, come se fosse l’oracolo di Delfi. Renzi non potrà che confermare la Caporetto subita. Perché diciamolo pure. Senza paura, senza timidezza, senza vergogna e senza ipocrisia, soprattutto: il Pd non fa il Pd. E non perché adesso c’è Renzi alla guida, ma proprio perché c’è Renzi alla guida molti nel partito remano contro.

Quanta rottamazione e quanto cambiamento annunciato e promesso sono stati compiuti? E quanto ha giocato la divisione interna, le lotte per la leadership, la paura di perdere posizioni di potere? All’interno del Pd c’è una parte che sappiamo bene essere rimasta legata al suo passato e pensa che non ci sia troppa sinistra nel partito, così da averne provocato l’insuccesso. Può essere questo sufficiente a far avanzare altre forze politiche? Certo, se quella parte si esime dal votare di fatto, viene a mancare il numero.

La narrazione e gli slogan non aiutano più, occorrono fatti e il Pd deve avere la capacità di attrarre e unire altre forze sane, società civile che possa apportare contenuti di spessore. Occorrono nuove idee e nuove persone. E soprattutto un impegno costante nei territori, ad iniziare dal “rivedere” i circoli, sempre meno frequentati. Un Pd, questo ancora oggi, che rappresenta un coacervo di non meglio identificati potentati locali, capibastone e capicorrente che più facilmente si mettono a disposizione per opporsi, anziché per dare una mano. Bisognerà dare parola e spazio a quei cittadini che si interessano di politica, ma sempre esclusi, anziché ai “soliti noti”, pensando ad una fase congressuale nella quale possono venir esaltate persone di spessore, messe sempre nel sottoscala , magari usandoli solo strategicamente quando occorre.

Questa è la rivoluzione renziana che si attendeva. Quella “rottamazione” non c’è stata. Il Pd dovrà necessariamente fare un passo avanti, puntando ad un partito dell’innovazione, del merito, dei contenuti, della corretta e strategica comunicazione. Non c’è alternativa. E non c’è tempo da perdere. Il resto è solo caos, disordine, dilettantismo e demagogia, in un momento storico dove invece occorrono ordine, competenza, scienza, impegno, bravura, genio, capacità organizzative, iniziative e vera innovazione.

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