Quel malessere dell’anima esaltato dalle notizie di guerra

Terrorismo
Un fermo immagine tratto da Sky Tg24 mostra Mohamed Lahoujaiej Bouhlel, il killer di Nizza ucciso dalla polizia, 15 luglio 2016.
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Per l’attentatore di Nizza dobbiamo fare necessariamente riferimento, di fronte ad una follia così personale e solitaria, ad una alterazione più psichiatrica della mente, ad un qualcosa che attiene alla malattia

Le prime, scarne notizie propongono l’idea, sconcertante, per cui la strage di. Nizza sarebbe stata provocata da uno sbandato. Un piccolo delinquente comune, senza affiliazioni di sorta a delle organizzazioni terroristiche e di cui non si conosceva nessun tipo di coinvolgimento in gruppi animati da convinzioni ispirate ad un fanatismo religioso. Un “ribelle senza bandiera”, dunque, arrivato da bambino in Francia e che in Francia è cresciuto. Nei quartieri poveri della sua città ma meglio, comunque di come sarebbe cresciuto e avrebbe vissuto nel paese da cui veniva ed in cui non era tornato. Andando a scuola, probabilmente, fino ad un certo punto ed alternando poi piccole attività di lavoro e piccole attività delinquenziali. Sposandosi, quando era ancora giovane o molto giovane, visto che a 31 anni aveva già tre figli, il più piccolo dei quali avrebbe oggi tre anni ed affrontando poi, di recente, il trauma di un litigio e di una separazione. Fino al momento in cui ieri, con una decisione folle ha affittato un camion (era dotato dunque di una patente per guidare questo tipo di veicoli?) ed ha aspettato il momento in cui una grande quantità di persone si è riversata sulla Promenade des Anglais per lanciarlo contro di loro. Uccidendone il più possibile.

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