Quel fronte del No così lontano dalla visione dei cittadini

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La presentazione del comitato per il NO al referendum sulla legge costituzionale Renzi Boschi, Roma, 11 gennaio 2016.
ANSA/MASSIMO PERCOSSI

Chi si oppone alla riforma costituzionale ha tanti motivi per farlo, ma molte di queste rispondono solo alle logiche dei partiti

Fino ad oggi l’Italia è stata il Paese delle “quasi” riforme perché se ne è parlato tanto, ogni volta si era sicuri di farle, però mancava sempre quel “quasi” che non rendeva mai le riforme realizzabili. Una sorta di ineluttabilità a reiterare gli stessi errori.

È arrivato invece il momento di imparare dai nostri errori, perché non ci possiamo più permettere di ripeterli. Ma dipende dall’impegno di ognuno di noi, questa volta abbiamo, davvero, più potere di quello che pensiamo. Con il nostro voto possiamo scegliere di cambiare e mettere il nostro Paese nelle condizioni prendere le decisioni che servono e rendere, quindi, i programmi elettorali un vero impegno verso i cittadini, che a loro volta potranno essere più severi nella valutazione delle cose realizzate o non realizzate. Questa è la proposta del Sì.

Oppure possiamo scegliere di votare No è far rimane tutto com’è, tertium non datur. Se vince il No, il prossimo anno, o nei prossimi anni, non andremo a votare un’altra riforma migliore o peggiore, semplicemente se ne continuerà a parlare senza fare niente. Ma i problemi irrisolti rimarranno. Perso un treno non ne passerà un’altro per molto tempo.

Il fronte del No non ha una proposta comune, ricomprende coloro che considerano la Costituzione come un simulacro intoccabile e quelli, come la destra estrema, che modificherebbero anche la prima parte perché non si riconoscono nei principi dell’antifascismo. Tra queste due polarità ci sono tante sfumature del No, da quelli che confondono la riforma costituzionale con il giudizio sul governo a quelli che sono d’accordo con i contenuti del Sì, ma non condividono il metodo usato, fino a coloro che avrebbero voluto votare singolarmente ogni articolo, come se, ogni riforma non fosse costituita da una coerenza complessiva di tutti gli articoli. Poi ci sono quelli che voterebbero Sì se venisse cambiata la legge elettorale, che però non fa parte della riforma costituzionale, anche se ne è oggettivamente legata.

Elenco tutte queste possibilità del No perché sono sicuro che i cittadini non le comprendono e non rispondono alle logiche dei partiti, neanche di quelli che votano alle elezioni. Al referendum contano i cittadini, tutti i cittadini, indipendentemente da quello che votano alle elezioni politiche. Mai come in questo momento è diversa la lente interpretativa dei partiti, rispetto a quella dei cittadini. I cittadini vedono la semplificazione, la riduzione dei costi della politica, la possibilità di governare, le maggiori possibilità di democrazia diretta.

La vera politica è quella che pensa prima di tutto al bene comune e considera il potere solo come un mezzo per soddisfare i bisogni e desideri dei cittadini. Il potere non deve mai essere fine a se stesso, perché questa è la morte della politica e il trionfo dell’egoismo di parte.

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