Quel diritto alla felicità che non sottrae diritti ad altri

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Un momento della manifestazione #SvegliaItalia in Piazza della Repubblica, Firenze, 23 Gennaio 2016. ANSA/ MAURIZIO DEGL'INNOCENTI

La legge arrivata in Senato servirà a rimuovere quegli ostacoli di ordine economico e sociale che impediscono il pieno sviluppo delle persone omosessuali

Ci siamo, aspettiamo questo momento da così tanto tempo, dopo fiumi di parole, di inchiostro, dibattiti sterili mai approdati a niente, un oceano di insulti, due e presto tre Family Day alle spalle, convegni, manifestazioni di piazza, rabbia, delusione, frustrazione, dopo le promesse mancate di una sinistra fintamente laica e devotamente atea finalemente ci siamo.

L’arrivo di questa legge in Parlamento è il compimento di qualcosa a cui ci prepariamo e che sogniamo invano da troppi anni. La legge sulle unioni civili ora sembra a portata di mano. Francamente temevo che questo giorno non sarebbe mai arrivato, troppe volte l’arretratezza dei nostri politici, le censure assurde nella nostra tv pubblica, il poco spazio che per tanti anni si è riservato al tema dei diritti lgbt, mi aveva portato a perdere la speranza di vedere il paese in cui vivo entrare nel novero delle nazioni civili, le nazioni che vedevo colorate di blu e di azzurro nelle mappe che rappresentavano il riconoscimento giuridico delle coppie gay e lesbiche, quel blu e quell’azzurro così agognato e così lontano. Ci siamo, finalmente. Il parlamento italiano voterà una legge sulle unioni civili.

Spero e prego che voi tutti, senatori della Repubblica, non sprechiate questa occasione così preziosa perché potremmo dover aspettare per un altro decennio. Spero prevalga in voi il senso di responsabilità e la consapevolezza del potere che avrete, con il vostro voto, di influire e in meglio sulla vita di milioni di persone la cui esistenza e i cui affetti fino ad oggi sono stati ignorati da una legge matrigna, scritta senza tenere conto della nostra esistenza, dei nostri amori e della nostra aspirazione alla famiglia, questa istituzione di cui troppo spesso sento riempirsi la bocca politici, religiosi e intellettuali, che è semplicemente la realtà che noi viviamo tutti i giorni, qualcosa che esiste già, che lo si accetti oppure no.

Non ignorateci più senatori, non usate le nostre vite o le nostre famiglie come un mezzo per conquistare consenso o come merce di scambio e trattativa, non vogliate più mettere la testa sotto la sabbia. Il vostro impegno politico, almeno questa volta ve ne prego, sia un sevizio al Paese, una missione per rendere la vita di tutte le persone più bella, più felice, più piena. Aiutateci a rimuovere quegli ostacoli di ordine economico e sociale che impediscono il pieno sviluppo di persone come noi, non dimenticate il contenuto dell’articolo 3 della Costituzione, fatelo davvero senatori.

L’assenza di una legge che riconosca le coppie dello stesso sesso è una ferita grave per la nostra democrazia, ma ancora di più per le nostre vite, con la sofferenza che ciò comporta per tutti noi. Votate sì al ddl Cirinnà, fatelo anche soprattutto per coloro che non sono più tra noi, per quegli uomini e quelle donne che hanno lasciato questo mondo con il dolore di sapere che la loro intera vita insieme al loro compagno o la loro compagna di vita per la legge italiana non è mai esistita, per quelle persone che non hanno avuto abbastanza tempo  vedere il giorno in cui quel traguardo sarebbe arrivato, o quei tanti, troppi ragazzi che hanno rinunciato alla vita perché diversi e incapaci di vedere un futuro oltre il buio delle loro sofferenze, se non per noi fatelo almeno per loro e per i ragazzi che verranno, perché nel ricordo di chi non c’è più si possa scrivere una storia diversa.

Dimostriamo che l’Italia è un paese in cui poter aspirare alla felicità, a prescindere dalla persona che scegliamo di amare, cancellate i limiti con cui ancora ci devono fare i conti le persone lgbt, e vi giuro che la vostra vita non sarà peggiore, nessuno di voi perderà nulla,  i vostri diritti resteranno intatti come il valore e la dignità delle vostre famiglie, ma la vita di tante, davvero tante persone cambierà in meglio. In fondo si tratta di assicurare a tutti il diritto alla felicità e non voglio credere che siate così crudeli da negarci questa opportunità.

Guardate ai volti di tutte le persone che sabato 23 sono scese in piazza per chiedere pari diritti, rappresentano un’Italia che è fatta di sogni, speranza e solidarietà e dalla promessa di non voler lasciare indietro nessuno questa volta. Quelle persone vi chiedono oggi di fare una scelta netta. Potrete scrivere la storia di questo paese ed essere ricordati come coloro che finalmente hanno sanato questa ferita, mi appello alla vostra umanità, aiutateci a farlo, votate sì al ddl 2081 sulle unioni civili, coloriamo di blu l’Italia nella mappa dei diritti, quel grigio è ormai insopportabile.

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