I titoli del Fatto? Sembrano di “Cronaca vera”

Il Fattone
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Il fatrto ricorda sempre più quella rivista stravagante degli anni Sessanta

I meno giovani ricorderanno un settimanale che negli anni Settanta faceva furore: si chiamava Cronaca vera e ogni numero aveva una storia di copertina a dir poco fantastica. “Nascosta nell’ultima fila dell’orchestra tenta di sedurre il suonatore di tamburo”, “Nel corso di una trasmissione radiofonica attore teatrale posseduto dal demonio”, “Marziano (di nome) racconta di quando ha incontrato gli Ufo”, “Con la forza della mente costringe le turiste a tagliarsi gli abiti”, “Hanno voluto farci credere che Hitler s’è suicidato”, “Condita con aceto e pepe nelle parti intime”, “Sigillata con il pan di spagna dall’esorcista dilettante”… Insomma, un vero spasso, impreziosito dall’immancabile ragazza discinta che strizzava l’occhio al potenziale acquirente.

Le donnine sul Fatto – che con Cronaca vera condivide fin dalla testata l’aspirazione all’oggettività – ancora non ci sono, ma, considerato l’inarrestabile calo di vendite, non disperiamo per il futuro.

I titoli, invece, ci sono tutti: e il numero oggi in edicola fornisce uno scoppiettante campionario di stravaganze che merita di essere riportato per intero. Si comincia con l’apertura – “I compagni Napolitano & Verdini fanno la festa alla Costituzione” – e si prosegue in un’apoteosi di fuochi d’artificio che, mescolando sapientemente il sacro al profano, coprono l’intero spettro della fantasia umana: “Il Premier della Nazione: meno scioperi, più evasione”, “Allegria, nelle città ritornano i podestà”, “Playboy diventa intellettuale: basta con i nudi”, e infine, perché non ci facciamo mancare niente, “Santità, non poteva evitarci il giubileo?”

Come diceva quel grande statista, non è bello ciò che è bello, ma che bello che bello che bello.

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