Quei raid su Raqqa e l’urgenza di una strategia politica

Terrorismo
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I miliziani dell'Isis hanno fatto saltare in aria il carcere di Palmira, ribattezzato "prigione della morte" perché trasformato per decenni in 'girone infernale' degli oppositori agli Assad. Lo riferiscono gli attivisti anti-Isis e anti-regime siriano di Raqqa. Sui social network, simpatizzanti dell'Isis hanno pubblicato foto nelle quali si vede l'edificio distrutto.
ANSA/TWITTER/ACCOUNT ISIS

Di fronte alla minaccia globale di Daesh, per dirla con le parole utilizzate da Matteo Renzi ad Antalya, «non serve una reazione, serve una strategia»

Quella pioggia di bombe su Raqqa, capitale siriana del Califfato, andava messe nel conto. Un Paese ferito, qual è la Francia, doveva rispondere alla sfida mortale lanciata da Daesh e Francos Hollande doveva dimostrare, all’opinione pubblica interna e alla comunità internazionale, che la Francia non è piegata, non è in ginocchio, ma sa reagire ed «essere spietata», perché, annuncia solennemente l’inquilino dell’Eliseo «la Francia è in guerra» e da Paese aggredito chiede agli alleati Ue di fare la propria parte.

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