Quei 549.196 liberi di finanziare il Pd

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Svanisce il rischio paventato di partiti “schiavi” di potentati economici

Gli occhi ce li siamo stropicciati tutti: 549.196 italiani hanno destinato il loro 2 x 1000 al Pd. Non pare esattamente il sintomo della “rottura sentimentale” evocata da Massimo D’Alema. Ma diciamo la verità: alzi la mano chi prevedeva una cosa del genere. In un tempo di crisi della politica, di discredito del sistema dei partiti, di grandi difficoltà del Parlamento nel decidere – tutte cose arcinote – un giorno si scopre che al Pd arrivano dalle tasche dei cittadini 5,5 milioni di euro (e altri soldi a un partito di sinistra come Sel, altri ancora presumibilmente – non è ancora noto – a un partito radicato sul territorio come la Lega, e briciole per gli altri). E allora (sul piano dell’analisi) bisogna rifare un po’ i conti.

La prima cosa da dire è che la legge voluta dal governo Letta e sponsorizzata dai tempi della prima Leopolda funziona; e che l’abolizione del finanziamento pubblico non conduce necessariamente alla morte dei partiti. In questo senso il timore della sinistra e del senatore Sposetti dovrebbe uscirne quantomeno ridimensionato, perché se un partito ha consenso e rapporti di massa, come si diceva un tempo, il sostegno finanziario dei cittadini, pulito e trasparente, lo trova. Un partito di popolo può farlo, se è capace. Il partito di Berlusconi non sa farlo, perché non ne ha mai avuto bisogno, e infatti non ha beccato una lira.
Ed è giusto che in ogni caso i partiti continuino a fare la cura dimagrante: le spese e gli apparati possono e devono diminuire senza che la qualità democratica ne risenta. È anche così che si risponde ad una sacrosanta domanda degli italiani per una politica più leggera e più pulita. La “bella politica” fra l’altro non è solo nella trasparenza della donazione da parte dei cittadini ma deve anche essere la corrispondente trasparenza dei comportamenti dei partiti, che devono rispondere ai cittadini di come sono stati impiegati quei soldi. Se non è una riforma questa…

C’è poi da dire che alla luce di questa notizia la tematica del fundraising forse può affrontata con minore ansia, visto che i cittadini semplici, mediante un meccanismo facile, si dimostrano disponibili a dare qualcosa: e che quindi non esiste nemmeno il rischio da più parti paventato secondo il quale la scomparsa del finanziamento pubblico avrebbe consegnato i partiti alla mercè dei potentati economici e dei loro interessi non sempre confessati e confessabili.

La terza cosa da dire è che ci si sarebbe immaginato un plauso, o quantomeno un cenno di soddisfazione, da parte di tutti quelli che negli anni scorsi hanno brandito l’abolizione del finanziamento pubblico come una clava. Invece niente. Il Movimento 5 stelle, che rifiuta anche questa forma di finanziamento, denuncia che sarebbe anch’esso una forma di sostegno pubblico. Loro, che non possono accedere al 2 x 1000 perché non hanno né bilancio né statuto, sono per una contribuzione privata, diretta e volontaria, il che non dovrebbe però impedirgli di riconoscere che la politica stia cercando di autoriformarsi senza processi di piazza. E poi evidentemente i soldi loro li tirano su in altro modo (chiedere alla Casaleggio Associati) ed effettivamente tante spese non ne hanno, sul territorio non è che ci si imbatta spesso in sedi o manifesti o iniziative.
E siccome la cosa non si può nascondere o minimizzare, persino Marco Travaglio ne ha parlato come di «una buona notizia» riconoscendo persino «il merito di Matteo Renzi che ha saputo motivare una parte consistente della sua base» salvo poi infilarsi in un ragionamento sulla presunta contraddizione fra questo “segno di vitalità” che però «non è compatibile con la sua concezione verticale della politica»: ma allora perché gli hanno dato i soldi, al partito di Renzi, se questi ha una pericolosa «concezione verticale della politica»? Sono tutti scemi? O intortati da qualcuno? Magari – come apprendiamo leggendo l’articolo a pagina 2 – da «uno staff apposito di quattro persone che ha sollecitato iscritti e simpatizzanti» (dunque ognuno dei 4 avrebbe “sollecitato” più di centomila persone: una autentica Spectre al Nazareno)? Quei 549.126 cittadini sono tutti a favore di quella che per Il Fatto è la politica antipopolare del governo o della sua linea istituzionale lesiva della democrazia? Ragazzi, come si dice a Roma: stateci.

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