Quarto va sciolto per mafia

M5S
Rosa Capuozzo del Movimento 5 stelle eletta sindaco di Quarto (Napoli), 15 giungo 2015.
ANSA /PRIMA PAGINA

Minacce, ricatti, compravendita di voti, appalti e servizi affidati a ditte impresentabili. La sola novità è che i protagonisti sono le nuove leve della democrazia diretta.

La parte più stupefacente della storia è il florilegio in difesa della purezza pentastellata, della verginità genetica intangibile e immutabile che include ogni sorta di negazionismo e di ribaltamento delle responsabilità. Accade assai di sovente, per la verità, in terre di mafia. Un canovaccio stantio e consunto che, in questi giorni, si sta dispiegando anche a Quarto, una enclave mafiosa in terra di camorra da rapina, dove si sta consumando l’ennesimo disastro amministrativo condito da condizionamenti malavitosi, minacce, ricatti, compravendita di voti, appalti e servizi affidati a ditte impresentabili. La sola novità è che i protagonisti, questa volta, non sono sindaci, assessori e consiglieri della vecchia politica ma le nuove leve della democrazia diretta. Per intenderci, i duri e puri selezionati sul web e nei meetup. Ebbene, la visione si è frantumata appena si è scontrata con la realtà: Quarto è comune ad alta densità mafiosa, la mafia era e resta un’organizzazione opportunista, la mafia ha eletto il suo rappresentante – il consigliere più votato – nel consiglio comunale che la sorte aveva destinato al Movimento Cinque Stelle.

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