Quaranta anni dopo

Unioni civili
unioni civili

I 5 stelle hanno provato ad assestare un colpo al Pd, ma sono riusciti a colpire solo gli affetti, intestandosi il nulla

È legge. Per la prima volta nella storia del nostro Paese, a 44 anni dal 5 aprile del 1972 data della prima iniziativa per i diritti dei gay a Sanremo, una legge riconosce le unioni civili e i diritti e i doveri che fino a ieri non c’erano. Comunque la pensiate, è una bella differenza, e oggi siamo tutti più civili. Non è tutto, ma è tanto.
Il Senato ha messo fine alla nostra arretratezza normativa scandalosa e vergognosa in materia, unica fino a ieri nel mondo occidentale.  Ha fatto bene il governo a legare il voto di fiducia a questa battaglia per i diritti, era la strada a senso unico annunciata domenica scorsa dal premier dopo l’ennesimo stop, ed era la direzione giusta per evitare di esporre una normativa così importante e urgente ancora a trappole e agguati parlamentari, con seri rischi di affondamento nel segreto del voto per le solite manfrine politiche. Renzi l’ha difesa perché era diventata un campo di battaglie anacronistiche ed era finita nel tritacarne delle contrapposizioni che ormai non passano nemmeno più tra laici e cattolici.

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