Quanta felicità a postare su Facebook

MediaVillage
People are silhouetted as they pose with laptops in front of a screen projected with a Facebook logo, in this picture illustration taken in Zenica October 29, 2014. Facebook Inc warned on Tuesday of a dramatic increase in spending in 2015 and projected a slowdown in revenue growth this quarter, slicing a tenth off its market value. Facebook shares fell 7.7 percent in premarket trading the day after the social network announced an increase in spending in 2015 and projected a slowdown in revenue growth this quarter.   REUTERS/Dado Ruvic (BOSNIA AND HERZEGOVINABUSINESS LOGO - Tags: BUSINESS SCIENCE TECHNOLOGY LOGO TPX IMAGES OF THE DAY)

Le interazioni personali sul social network – sostiene una ricerca della Carnegie Mellow University- provocano benessere e appagamento

Accipicchia, la notizia è ghiotta assai e merita un commento anche perché, al solito, è convalidata dal marchio di una università: le interazioni personali sul social network – sostiene una ricerca della Carnegie Mellow University- provocano benessere e appagamento. Specie se si scambiano su Facebook. Un benessere simile a quello che si prova quando ci si sposa o quando ci nasce un figlio. Finalmente ho capito perché molti amici passano intere giornate a gironzolare tra i social. Lo studio dei ricercatori di quella che è considerata una tra le più importanti università in America e nel mondo è stato pubblicato sul Journal of Computer-Mediated Communication’ e rilanciato, in Italia, d all’Ansa.

Contiene anche una stima sulla quantità di messaggi necessari per star bene: la felicità e il benessere psicologico via Facebook si raggiungono se si ricevono almeno sessanta messaggi al mese da parte di amici intimi. Nemmeno tanti, visto il gran traffico che generano i patiti del social. Uno studio, questo, che farà felice (soprattutto) Mark Zukemberg il quale, proprio nella sua recente vista romana, aveva ripetuto ai giovani studenti che Facebook non rovina i rapporti, che non si sostituisce alle relazioni faccia a faccia ma avvicina le persone che sono lontane o che si vedono magari poco.

E’ quello che, ora, sostengono anche i ricercatori statunitensi schierandosi apertamente tra gli “iintegrati” mentre sono più numerose le voci di chi sostiene teorie più “ap calittiche” sull’’uso dei social. Molti studi, fino a d oggi, hanno sostenuto che un uso massiccio dei social può provare un impatto negativo s u l l’autostima o incidere sulla percezione del proprio aspetto fisico e comunque ad allontanare dal contatto reale con le cose e le persone. In questa ricerca, invece, il social è totalmente riabilitato.

Gli esperti hanno esaminato quasi 2000 utenti di Facebook di 91 paesi, osservando il tipo di scambi che ciascuno di loro aveva con gli amici. Coloro che si sono detti globalmente più felici sono stati quelli che ‘collezionavano’ più messaggi e post personalizzati da parte di amici stretti. Basta anche un rigo, purché sia tutto per loro. Non sono ammesse scopiazzature. Serve, cioè, che quel messaggio somigli il più possibile a una lettera o una cartolina che si riceveva per posta.

Vedi anche

Altri articoli