Quando la Gran Bretagna disse sì, 44 anni di referendum targati Ue

Brexit
brexit_

Nel ‘72 Pompidou avvertiva dei rischi di una Cee a dieci, ma Parigi aprì la porta agli inglesi. Poi nel 2005 arrivò lo spettro dell’idraulico polacco

«La Gran Bretagna ha accettato tutte le regole comunitarie e rifiutargli l’entra – ta significherebbe condannare a morte il mercato unico». Allo stesso tempo però «non dobbiamo farci illusioni. Ci sono molti problemi in un’Europa a dieci e il cammino che stiamo per prendere è pieno di incertezze e contraddizioni. Ogni nazione arriva fermamente determinata a difendere i propri interessi e sono degli ingenui quelli che non se ne rendono conto». La storia accidentata dei referendum sull’Europaa è iniziata così, con queste parole profetiche pronunciate dal presidente francese Georges Pompidou il 2 aprile del 1972. Due giorni dopo si tenne la prima consultazione referendaria della storia dell’integrazione europea in cui si chiedeva ai francesi se accettavano l’al – largamento della Comunità europea a quattro nuovi Stati membri: Gran Bretagna, Danimarca, Irlanda e Norvegia. Vinsero i Sì 68,3% contro 31,7% ma, come aveva pronosticato Pompidou, le cose poi si rivelarono piuttosto complicate

Continua a leggere

Vedi anche

Altri articoli