Quando la Boschi diventa un’ossessione

Il Fattone
Maria Elena Boschi alla Festa nazionale de l'Unità

Numero praticamente monografico del Fatto sulla ministra delle Riforme (anche quando lei non c’entra niente)

Numero monografico del Fatto, oggi, dedicato a Maria Elena Boschi. Si comincia con una “lettera aperta alla ministra” di Roberta De Monticelli, richiamata in prima pagina con il titolo “Cara Boschi, basta raccontare bugie”. Altro che bugie, qui la cosa è serissima: “Le scrivo per esprimere il dolore e lo sconcerto nel vedere demolito un altro pezzo della nostra Carta”, esordisce De Monticelli. Che, da consumata costituzionalista, abroga l’articolo 138 (quello che disciplina le riforme costituzionali) per sostenere che “i promotori non hanno titolo a questa riforma”.

Più articolata la conclusione: se non risponderà alla “lettera aperta”, “la sua grande bellezza – così italiana – gentile Ministra, sarebbe solo l’ultima, inconsapevole menzogna”. Avete letto bene: Boschi mente perché è bella (o è bella perché mente?). Neanche un camionista ubriaco avrebbe mostrato tanta acutezza.

A pagina 6 un corsivo s’abbatte su Style, il mensile del Corriere, reo di aver intervistato la ministra delle Riforme. “Il privilegio più grande della mia vita è la famiglia”, aveva risposto Boschi. E il Fatto conclude: “Il lettore decida se ridere o piangere”. Battutona, dobbiamo ammetterlo.

A pagina 7 un secondo corsivo prende di mira l’inconsapevole Luciano Pizzetti, che commemorando Ingrao in Senato ha avuto l’ardire di sostenere che il leader scomparso “è stato innovatore anche nelle istituzioni” (per un quindicennio fu il presidente del Centro per la riforma dello Stato: evidentemente a sua insaputa). La conclusione del Fatto è a dir poco geniale: “Ingrao, padre putativo della Boschi. Potenza del renzismo”.

A pagina 17 c’è infine la cronaca di un convegno organizzato dalla Bocconi sulla governance delle società quotate in borsa. Che c’entra Boschi? C’entra, c’entra: “Metti Bazoli, Vegas e il mentore della ministra Boschi” recita il titolo. E l’occhiello: “Nuova Era: alla Bocconi vecchi poteri forti accanto al legale presso cui fece pratica la titolare delle Riforme”. Vabbè, ma allora è proprio un’ossessione.

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