Propongo un Digital act del Pd

Pd
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Un Digital act non un regolamento sull’uso dei new media, né un modello di comunicazione. Tantomeno un sistema di democrazia alternativo, prescrittivo e sostitutivo delle attività fisiche, indispensabili ed anch’esse in crescita anche grazie ai social media. E’ la scelta politica di una comunità politica

L’obbiettivo della tecnologie sociali è essere più vicini alla vita delle persone, di consentire di partecipare e collaborare nelle modalità che preferiscono. La nostra vita si svolge ormai in un continuum tra fisico e digitale. La politica spesso lo spezza imponendo modalità e scelte arcaiche o analogiche, territoriali per forza e non per scelta.

Un Digital act del Pd è una scelta politica. Non un regolamento sull’uso dei new media, nè un modello di comunicazione. Tantomeno un sistema di democrazia alternativo, prescrittivo e sostitutivo delle attività fisiche, indispensabili ed anch’esse in crescita anche grazie ai social media. E’ la scelta politica di una comunità politica , quella dei democratici, cui si aderisce e ci si impegna liberamente per ragioni programmatiche e non solo per ragioni territoriali. Una scelta che va accompagnata da indicazioni, obbiettivi ed azioni rivolte a superare una barriera tra fisico e digitale, per aumentare la libertà, l’accessibilità e la partecipazione, e ad evitare chiusure e discriminazioni “analogiche”.

1. Tutto ciò che è possibile fare nel Pd, con il Pd e per il Pd deve essere possibile anche attraverso la rete ed in mobilità.

2. Non deve esserci discriminazione tra la partecipazione digitale e quella fisica. Per questa ragione va abolita la distinzione tra circoli on line e off line, e di voto on e off line.

3. L’esercizio di diritti e responsabilità, da parte di iscritti, eletti, dirigenti, elettori e sostenitori deve poter avvenire anche in modalità digitale, se possibile in tempo reale (streaming non solo video) ed in mobilità. Attraverso tutte le principali piattaforme digitali deve essere possibile: identificarsi, iscriversi, finanziare, e deliberare , assistere e partecipare a discussioni ed eventi, discutere, fare proposte ed avere risposte dalla politica, informarsi, documentarsi, formare, formarsi, sostenere e diffondere cause ed idee.

4. Tutte le istanze di partito sono tenute ad attualizzare le loro attività secondo questi criteri di apertura, e piena accessibilità digitale ed eventualmente a specificare quali e per quali ragioni debbano mantenersi riservate ad un numero ristretto a tal fine debbono esser predisposti Piani di Apertura digitale.

5. Tutte le attività di partito debbono entro un termine ragionevole essere accessibili digitalmente ed in tempo reale. In tutte la fasi di elaborazione di posizioni rilevanti gli eletti del PD devono adottare misure che garantiscano apertura e non discriminazione di accesso.

6. Decisioni aperte I documenti ed i contenuti elaborati a tutti i livelli, anche in fase di discussione, debbono essere redatti in forma digitale, resi in formati aperti e disponibili anche nelle bozze. Call for Proposals: attorno a piccoli e grandi provvedimenti e temi: dal bilancio comunale, alla legge di stabilità vanno stabiliti in anticipo dei periodi e modalità, digitali e fisiche di (Invito a proporre) Call for proposals, o di dibattito pubblico aperti e propagandati

7. Interazione. Ogni istanza di Partito deve definire un piano di interazione digitale. Non basta essere on line, inviare email e newsletter e postare su FB, occorre dedicare tempo per rispondere alle sollecitazioni e caratterizzare la diffusione di informazioni con l’obbiettivo di ingaggiare milioni di conversazioni.

8. Engagement (Impegno) la finalità di ogni interazione anche digitale con iscritti, elettori e cittadini e attraverso tutte la piattaforme più diffuse deve essere l’impegno volontario (engagement) degli stessi come protagonisti attivi di informazione, divulgazione, partecipazione e deliberazione. Sentirsi chiamati ad agire secondo la loro volontà.

9. Per queste finalità è possibile pensare ad una associazione volontaria di giovani promotori digitali (digital angels, doctors, supporters) che svolgano una funzione di assistenza tutte le istanze nella formazione, diffusione, educazione e nel corretto uso dei nuovi strumenti.

Una esperienza che si può discutere e avviare subito.

Anche di questo parleremo alla festa dell’Unità di Roma il 5 settembre alle 19

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