Primo exit poll, quattro riflessioni a caldo

Amministrative
Roberto Giachetti e Alessandra Filippi nella sede del Coni per l'incontro con il presidente Giovanni Malago', Roma, 6 maggio 2016. ANSA/GIUSEPPE LAMI

Il miracolo di Giachetti contro super-Raggi. La destra non può fare a meno di Berlusconi

Come si dice ? Aspettiamo altri exit poll, le proiezioni e di dati veri. Benissimo, poi però qualcosa va detto subito sul primissimo exit poll.

1) A Roma Roberto Giachetti sembra essere riuscito a fare il miracolo di portare al ballottaggio un Pd molto ammaccato (eufemismo). Giachetti pare aver battuto la candidata della destra più forte, Giorgia Meloni, mentre si profila una débacle per Alfio Marchini. Ci sarà tempo per ragionare sula naufragio della destra, ma qui azzardiamo una linea interpretativa: senza Berlusconi la destra non vince. Nemmeno una grintosa come la Meloni, sorretta dal presunto nuovo leader della destra Salvini. La Raggi è molto forte, malgrado una campagna elettorale in discesa. Raccoglie l’enorme malessere dei romani: ci sta. Ma al ballottaggio si riparte, non è ancora sindaco di Roma.

2) A Milano c’è il grande equilibrio fra Sala e Parisi. Sala sembra davanti, e in questi casi ogni punticino è prezioso. Servirà una grande spinta popolare, dal basso, per vincere.

3) A Napoli vince il Masaniello de Magistris, com’era nelle aspettative. Dal primo exit poll, andrebbe al ballottaggio Lettieri – la destra – mentre il Pd, con Valeria Valente, resterebbe fuori. Anche questo, forse ci sta, il lavoro per il Pd è lungo.

4) Una breve considerazione sulla sinistra-sinistra: un’altra operazione fallita. Lì c’è davvero molto da riflettere sul da farsi. Una linea estremista non paga: il malcontento va da altre parti – de Magistris, Raggi – e la prospettiva politica resta nebulosissima.

 

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