Prima il referendum costituzionale, poi uno sul governo tra gli iscritti al Pd

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L'ex segretario del Pd Pierluigi Bersani arriva alla sede del Pd in occasione della direzione nazionale a Roma, 7 agosto 2015.   ANSA/ MAURIZIO BRAMBATTI

Inutile continuare a discutere adesso sull’esecutivo di larghe intese, la priorità è un’altra

Perché né Bersani prima né Renzi hanno ancora voluto normare l’istituto del referendum degli iscritti, per renderlo operativo? Per alcune questioni sarebbe utile e risolutivo.

Nel pre-Monti e nel pre-Letta, Il Pd avrebbe potuto fare come in Germania, dove i socialdemocratici hanno chiesto agli iscritti il loro parere se appoggiare o meno il governo di larghe intese.

Ora una missione è a buon punto, quella della riforma istituzionale, votata anche da Bersani. Se va bene, secondo me potrebbe proporre un referendum, naturalmente dopo aver contribuito a far vincere il Sì, chiedendo agli iscritti se si vuole tornare alle urne o proseguire il governo di larghe intese. Fare adesso questa discussione è deleterio e tardivo, a parer mio.

Nei circoli credo dovremo occuparci principalmente del referendum, da qui a fine anno, poi se lo vinciamo potremo aprire una discussione su cosa fare dopo.

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