I misteri di Roma, fra papa Francesco e la metropolitana

Roma
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Le parole di Papa Francesco sulla presenza del sindaco di Roma a Filadelfia suscitano molte polemiche. Ma davvero in una città già così piena di drammi, c’è bisogno di ulteriori nervosismi?

Strane coincidenze a Roma. Misteriosi “incidenti” diplomatici e concretissimi incidenti – senza virgolette – nei trasporti. Parole difficili da decifrare, allusioni, polemiche, nervosismi. E la Capitale ingoia, ingoia, ma fino quando? Vediamo un po’ che è successo. Stefano Esposito, il neo-assessore ai trasporti del Comune di Roma, ieri mattina stava effettuando uno dei suoi giri “in incognito” sulla metropolitana di Roma.

Ha scelto una bruttissima giornata, visto che la metro è andata in tilt a causa di un ennesimo guaio, un pacco batteria si stacca da un treno, rotola poi sui pannelli di rivestimento laterali della galleria e infine tira giù un pezzo di controsoffitto di una stazioncina abbastanza famosa in tutto il mondo, quella di piazza di Spagna. Casino generale, stop di ore della linea A, proteste, gente imbufalita, intervento dei vigili. Insomma, una giornata di ordinaria romana follia. Esposito, che è uno che non parla in politichese, ha detto: «Siamo nelle mani del Signore. Sono settimane che dico alla stampa romana che abbiamo un problema di infrastrutture, un deficit serio e l’episodio di oggi rientra in questo capitolo». E ha aggiunto: «La metro è vecchia, ha più di 40 anni. È tutto vecchio in questa città. Spero che non mi riconoscano, altrimenti la gente giustamente mi mena».

Ora. Tra il non parlare in politichese e sembrare un marziano c’è una vasta gamma di comportamenti possibili. Il torinese Esposito giustamente se la prende con i ritardi eccetera eccetera ed è persino ovvio che le responsabilità dei quotidiani disservizi nei trasporti della Capitale non possano essere scaricate su di lui che sta lì da due mesi esatti e già ne ha dovute combattere diverse, di battaglie. E però tenga presente il fatto, il neo-assessore, che già un romano quando prende la metropolitana si deve fare il segno della croce, poi se gli dici che “siamo nelle mani del Signore” non gli infondi certo fiducia che le cose cambino. Quando un cittadino sente che «in questa città è tutto vecchio» le reazioni sono due: primo, lo sa già da solo e non ha bisogno che l’assessore glielo ricordi; secondo, gli monta la rabbia perché non vede cambiamenti reali.

Meglio cambiare tono, no? Ma non vorremmo che, più in generale, con “il Signore” e il suo vicario in Terra questa giunta avesse qualche problema: e davvero, soprattutto alle soglie del Giubileo, questa non sarebbe cosa buona e giusta. Il fatto è che mentre Esposito si rimetteva nelle mani del Signore, a diecimila piedi di altezza scoppiava una stranissima e imbarazzante querelle, protagonista nientemeno che Papa Francesco rientrante dal magnifico viaggio in America e deuteragonista il sindaco Marino. Il Pontefice con i giornalisti a un certo punto ha sentito il bisogno di fare una precisazione, ben scandita: «Non l’ho invitato io, il sindaco di Roma, è chiaro? Ho chiesto agli organizzatori e nemmeno loro l’avevano invitato, è cattolico ed è venuto spontaneamente». Al che, la nota del sindaco: «Mai detto che mi avesse invitato il Papa».

Domanda innocente: ma che polemica è? Ma davvero in una città già così piena di drammi, c’è bisogno di ulteriori nervosismi? Non bastano i pezzi di metropolitana che si staccano per riempire le vostre/nostre giornate? Sindaco, assessore: per favore, nel nome del Signore, evitate occasioni di polemiche inutili, motivi di imbarazzanti “incidenti”, quelli con Oltretevere e quelli, molto più preoccupanti, nelle stazioni della metropolitana.

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