Più poteri ai sindaci per recuperare le periferie

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Rifiuti in Viale Santa Rita da Cascia, angolo Largo Gennaro Boltri, dove la leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni ha deciso di chiudere la campagna elettorale per l'elezione del nuovo sindaco di Roma, 2 giugno 2016. ANSA/MASSIMO PERCOSSI

Il progetto di Renzo Piano è un buon punto di partenza per recuperare i quartieri più degradati, ma non basta

L’analisi più lucida sul risultato non eccellente del Partito democratico al primo turno delle elezioni amministrative l’ho ascoltata da Piero Fassino a Porta a Porta. Il ragionamento di Fassino è il seguente: la crisi economica ha colpito per lo più gli strati deboli della società, ovvero le persone che tendenzialmente risiedono nelle periferie. Nonostante il segno “più” del Pil, risalito in questi ultimi due anni dopo una crisi mostruosa, ci sono classi sociali che non vedono ancora la luce in fondo al tunnel e non riescono a passare da un voto di protesta a un voto “progettuale” e di visione per la propria città.

I temi della protesta hanno preso piede anche in città simbolo del rilancio urbano come Torino, che dopo le famose Olimpiadi invernali del 2006 ha saputo rigenerarsi e costruire un modello di sviluppo innovativo. La stessa tendenza è confermata anche a Roma, dove il candidato del Partito democratico, Roberto Giachetti, ha preso più voti nel centro storico della città che nelle periferie.  Si aggiunga che le questioni legate a profughi ed immigrazione hanno avuto un impatto maggiore proprio nelle periferie delle città e non nei centri storici, che vengono utilizzati come vetrina per accogliere turisti.

Quale soluzione quindi? La risposta non è così semplice e necessita di una riflessione ampia e multidisciplinare. Si potrebbe intanto partire dalla buona idea dell’architetto Renzo Piano: ripensare le periferie dal punto di vista urbanistico e architettonico per ricucire lo strappo con i centri storici. In quante grandi città, nel giro di pochi metri, si passa da piazze bellissime a quartieri estremamente degradati?

Ma urbanistica e architettura non bastano. Bisogna portare in periferia momenti culturali, spazi di confronto e luoghi di aggregazione. E infine, ultimo ma non meno importante, occorre far sentire i cittadini più sicuri. Per raggiungere questo obiettivo è necessario dare più poteri ai sindaci, che dovranno aiutare chi ha davvero bisogno e punire chi delinque.

Rigenerazione urbana, cultura, aggregazione e maggiore sicurezza possono essere i temi per rilanciare le periferie e per superare i voti di protesta.

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