Più ideali, meno ideologie: la lezione di Classe dem

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Si può fare politica senza infiltrarsi nelle correnti o abbandonarsi al qualunquismo. Noi ci stiamo provando

Lo spirito di Scuola democratica è tutto qui: nei ragazzi in piedi sul tavolo della sede nazionale del Pd, a sovvertirne la formalità.

Due giorni a discutere di passione politica con Veltroni, dell’ultimo ventennio con Cuperlo, di riforme economiche con Padoan, della forma di partito con Castagnetti, del ruolo del cattolicesimo e della laicità nella Costituzione con Melloni, di politiche sociali ed immigrazione con Livia Turco.

Due giorni a sfiancarli di domande, a metterli in difficoltà, a dissentire, a provocarli, a scambiarci opinioni ed esperienze. A riflettere sull’avvenire, a dimenticare le correnti, a raccoglierci attorno alle idee, a discutere del merito delle questioni.

Non sono convinta che il partito debba rimanere ancorato a una forma classica di sé, ma conservo la certezza che debba continuare ad assolvere alla propria funzione di luogo di discussione, di incontro, spesso anche di dibattito e scontro duro.

Tenendo saldo il faro degli ideali e non delle ideologie, del valore performativo del linguaggio della politica, della fatica, ma anche della gioia di essere e sentirsi una comunità, con dei pugliesi che si ritrovano a far campagna elettorale per Roma, entrando in un bar ad ordinare uno spritz, ed un torinese e un fiorentino (che detta così pare l’incipit di una barzelletta) che discutono della richiesta della Comunità Cinese di partecipare al voto nelle primarie di Milano.

Io non so cosa ci trovino di interessante certi coetanei in alcune teorie disfattiste e rassegnate, infarcite di ipotesi complottiste e dal qualunquismo esasperato, ma, mentre ci penso su, mi godo questa sensazione di leggerezza e torno agli impegni amministrativi con la consapevolezza di non essere sola.

Come scrisse Spinelli nel Manifesto di Ventotene: “La via da percorrere non è facile, né sicura. Ma deve essere percorsa, e lo sarà!”. Buon viaggio, compagni di banco.

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