Più Factory, meno vizi politicisti: così la giovanile può essere utile

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I Gd non possono essere un serbatoio di portaborse, ma devono maturare in un autentico laboratorio politico

Ha ancora senso una giovanile? Di primo acchito, la domanda mi ha fatto persino incazzare. L’ho percepita come un affronto a decine di migliaia di militanti, ragazze e ragazzi che mettono passione ed energia nella politica e che cercano di combattere il disinteresse di molti loro coetanei, o di far vedere loro che la rabbia generazionale può avere un canale preferenziale per passare dalla protesta alla proposta.

Poi però ci ho pensato bene. La risposta non è banale. Noi veniamo da primarie che, purtroppo, sono state ridotte a una barzelletta. Un congresso dadaista, per riprendere un’ironica espressione dei Socialisti Gaudenti. Per colpa di chi o di cosa, adesso non importa. Abbiamo dimostrato di soffrire di molti dei vizi del partito: abbiamo parlato più di regole che di programmi, abbiamo frustrato militanti di tutta Italia che si aspettavano una festa della democrazia e a cui abbiamo offerto, invece, una triste farsa mal recitata.

E allora diventa legittimo chiedersi se questa organizzazione abbia realmente ancora senso. Ebbene, io penso sempre che la risposta sia sì. Sì, a patto che…

A patto che questa giovanile cambi, prenda coraggio e diventi un soggetto politico maturo e autonomo, capace di anticipare il partito, suggerire buone politiche, applicare buone pratiche. Dobbiamo lavorare tutti insieme perché i Gd non siano né un serbatoio di portaborse, né una scala mobile per guadagnarsi qualche posto nelle istituzioni, ma perché diventino un autentico laboratorio politico.

È più che mai necessario applicare due proposte del programma del neo segretario Mattia Zunino: mettere in rete tutti i nostri eletti, in modo da dare efficacia e traduzione pratica all’elaborazione politica nazionale; fare della Factory un modello permanente. Si dovrà cercare di attirare forze sempre nuove attorno a singole proposte o battaglie, sostituendo la forma del convegno con quella del workshop.

La strada da fare è ancora lunga e, sicuramente, a quanto ho scritto ci sarebbe da aggiungere molto. Tuttavia se, passo dopo passo, saremo in grado di avviarci per questa strada, ambiziosa certo, ma possibile da costruire, daremo un senso a questa giovanile: possiamo renderla utile, non solo al partito, ma anche alle nuove generazioni e al Paese intero.

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