Più approfondimento, meno slogan: è questo che serve al Pd

Comunicazione
Attesa dei risultati delle amministrative nella sede del Partito Democratico, Roma 31 Maggio 2015. ANSA/GIUSEPPE LAMI

È importante coinvolgere nella comunicazione del partito gli influencer più attivi sulla Rete

Nell’ambito della comunicazione politica, una delle questioni più delicate e di difficile soluzione – per Matteo Renzi, il governo e il Partito democratico – sembra essere oggi come riuscire a far arrivare nel modo più corretto e “fedele” (corrispondente) possibile, alla maggioranza dei cittadini italiani, i (tanti) contenuti delle riforme messe in cantiere in questi mesi.

È evidente che, più l’azione di governo si allarga e si diversifica su temi già di per sé complessi (come ad esempio la legge sulla Buona scuola), più diventa complicato riuscire a trovare una chiave comunicativa e gli strumenti più adatti per arrivare al normale cittadino, per “farsi capire”.

Il contesto dei media, in questo momento, non è particolarmente favorevole, contrariamente al periodo di esordio del governo Renzi. A questo si aggiunge il rumoroso mondo dei social network, luogo dove appare molto più facile e immediato amplificare le grida piuttosto che veicolare fatti concreti e contenuti.

Se questo è lo scenario entro cui è dato comunque muoversi, sarebbe interessante provare a sperimentare qualche semplice, nuova strada di comunicazione.

In periodo elettorale, la massa numericamente importante dei retweet, delle condivisioni di post, ha avuto indubbiamente un valore aggiunto. Ma oggi, data appunto la complessità dei messaggi da trasferire, appare uno strumento di efficacia limitata. E anche gli slogan lanciati senza adeguato supporto, sembrano non avere la portata (e il successo) che si vorrebbe.

Sarebbe dunque interessante attivare una nuova modalità, in cui coinvolgere gli influencer (piccoli o grandi che siano) che a diverso titolo sono presenti in Rete e che, ciascuno a suo modo, sono vicini/affini al governo, a Renzi, al Partito democratico. Fornire una griglia di temi – supportata da adeguati approfondimenti e con un ordine di priorità – che consenta a ognuno di declinarli con il proprio stile, così da riuscire a parlare contemporaneamente (e si spera in modo efficace) ai pubblici diversi che ciascun influencer normalmente intercetta.

Così facendo, si potrebbe provare a invertire l’andamento comunicativo corrente che vede prevalere l’eccessiva semplificazione e banalizzazione di contenuti importanti che, piaccia o meno, vanno comunque a impattare con la vita di tutti i cittadini. Abbandonare pian, piano, la “superficialità” per accogliere e apprezzare la conoscenza e l’approfondimento. Parrebbe un buon obiettivo da porsi.

 

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