La carica degli ipocriti

Immigrazione
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Oltre 700 migranti sono stati soccorsi in diverse operazioni nel Canale di Sicilia dalla neve Bourbon Argos di Medici senza Frontiere. A bordo ci sono inoltre circa 30 bambini e 150 donne, molte delle quali incinte. La maggior parte dei profughi sono famiglie di origine siriana con diversi bambini.
ANSA/FRANCESCO ZIZOLA-MEDICI SENZA FRONTIERE

Pittella: “Siamo stanchi di doverci vergognare dell’ignavia di questa Europa per l’irresponsabilità politica e morale di qualche governo”

In un caldo pomeriggio di fine agosto, i governi nazionali d’Europa – alcuni, altri come quello italiano o greco se n’erano resi conto ben prima – si sono improvvisamente accorti dell’esistenza del dramma dell’immigrazione. Una scoperta evidentemente scioccante visto le forti reazioni che ha provocato e gli accorati appelli per la nascita di una politica europea sull’immigrazione e una revisione ad horas del regolamento di Dublino. Effettivamente la vista dei corpi di 71 persone morte in un container di un tir trovato in Austria può aver smosso la coscienza di molti politici e governanti. Peccato che i 3419 del 2014 morti nel Mediterraneo o gli oltre 2500 affogati a largo di Lampedusa nei primi 8 mesi del 2015 (dati Unhcr) non abbiano scaturito lo stesso effetto.
Peccato, avremmo forse potuto salvare tante vite, evitare indicibili drammi umani e magari pure sentirci fieri e orgogliosi dell’Europa. Sappiamo tutti invece com’è andata e come, purtroppo, sta ancora andando.
C’è voluta quest’ultima terribile tragedia per svegliare l’animo di alcuni governi europei. O forse, più correttamente e meno ipocritamente, si è dovuto attendere di vedere con i propri occhi, da vicino, quanto il dramma dell’immigrazione non fosse solo un problema politico, sociale ed economico della periferia europea, di Italia, Grecia o Malta ma anche e soprattutto del cuore dell’Europa, della Germania, della Francia, del Regno Unito, di Austria, Ungheria, Svezia, Slovacchia, Polonia. Un dramma europeo, insomma. Si è dovuto attendere, in assenza di una risposta univoca ed efficace da parte di Bruxelles, la costruzione di un nuovo muro della vergogna tra Ungheria e Serbia, di assistere agli assalti ai tir a Calais in transito dalla Francia verso il Regno Unito, di ascoltare le minacce di Londra di uscire dall’Unione europea, di vedere attoniti il rimpallo dei migranti a Ventimiglia o le immagini raccapriccianti dei campi di accoglienza in Germania dati alle fiamme dai neonazisti.

Abbiamo dovuto attendere che tutti gli estremisti e i populisti d’Europa – in primis i nostrani Salvini e Grillo – speculassero sulla paura dei cittadini per guadagnare crescenti consensi politici basati sulla falsa propaganda secondo cui i migranti sarebbero un pericolo per la stabilità, la sicurezza e il welfare finora garantito nelle nostre società. Il Parlamento europeo, Socialisti, Popolari e Liberali – la stragrande maggioranza dell’assemblea di Strasburgo – si sono già espressi da tempo a favore della nascita di una vera politica comune europea sull’immigrazione. Ora che tutti i governi nazionali in Europa, anche quelli che hanno bloccato al Consiglio di giugno e luglio la nascita di una politica comune sull’immigrazione con quote di accoglienza obbligatorie così come previsto dalla proposta della Commissione, pare essersi resi conto dell’urgenza umanitaria, politica e sociale legata alla questione immigrazione, ora è il momento di superare l’anacronistico regolamento di Dublino sull’asilo e di fornire all’Unione europea gli strumenti adeguati per far fronte a questa emergenza in maniera univoca, efficace e solidale.

Siamo stanchi di doverci vergognare dell’ignavia di questa Europa per l’irresponsabilità politica e morale di qualche governo. Siamo stanchi di assistere inermi al macabro bollettino quotidiano dei morti che dura ormai da troppi anni. Le proposte ci sono. Sono quelle della Commissione europea, che anzi possono e debbono essere ulteriormente migliorate. Già a partire da domani, il gruppo dei Socialisti e Democratici, che ho l’onore di guidare a Bruxelles, eserciterà una pervicace azione politica e diplomatica nei confronti dei ministri degli Interni progressisti per garantire una forza di blocco unita e compatta su questo fronte al prossimo Consiglio europeo. Solo un’efficace politica europea sull’immigrazione e sul contrasto al traffico di esseri umani, congiunta ad un’azione di lungo periodo di aiuti verso i Paesi d’origine, può permettere di governare questa crisi umanitaria e scongiurare la dissoluzione dell’Europa.

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