Periscope è una Tv, come app non ha futuro

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Voci sempre più insistenti raccontano di Periscope come di uno dei futuri canali della Apple Tv, il set box che permette di godersi la TV via internet comodamente dal divano di casa

Periscope è un prodotto mobile. Nato per il mobile, sia come produzione, sia come fruizione. Contemporaneamente, e da qualche mese da questa rubrica cerchiamo di dimostrarlo, Periscope è una Tv. In quanto Tv necessità di tutte le sovrastrutture tipiche di una Tv tradizionale: una regia, un palinsesto, dei canali, dei programmi. Relegato al ruolo di app, o di social network, non ha futuro. Lo dicono i numeri, ma ancor di più lo dimostra l’esperienza personale di chiunque ci si sia approcciato: la sintassi della diretta audio-video stride, fa a pugni con gli strumenti che siamo soliti utilizzare nel flusso, voracemente.

Come può diventare Periscope una vera e propria televisione? Chi scrive segue il fenomeno dalle sue origini, dalle varie declinazioni dei possibili alfabeti, agli sviluppi e alle potenzialità tecniche, anche sperimentando le possibilità di un aggregatore, come nel caso del progetto @subitostream, realizzato con il contributo di Eni in occasione del Premio Giornalistico Spotorno Subito; davanti all’evidenza delle enormi potenzialità, non ci siamo nascosti i dubbi legati alle possibilità di apertura verso un pubblico molto più ampio delle attuali visualizzazioni delle trasmissioni. Ci mancava un tassello, fondamentale. Per arrivare a un utilizzo esteso sulla piattaforma naturale, fisiologica dell’applicazione (cioè il mobile), Periscope doveva passare inesorabilmente attraverso un percorso più prettamente televisivo.

Portare Periscope nella TV tradizionale? Forse una forzatura, molto probabilmente si genererebbe un contrasto troppo forte anche in rapporto ai diversi linguaggi. Portare la TV tradizionale dentro Periscope? Qualcuno c’ha provato, ma l’effetto funziona soltanto in modalità back-stage.

E poi è arrivato il tassello mancate: AppleTV. Voci sempre più insistenti raccontano di Periscope come di uno dei futuri canali della web TV di Cupertino, del set box che permette di godersi la TV via internet comodamente dal divano di casa; perché la Tv per noi, e non solo per noi italiani, è divano, è casa. E così l’app di streaming di Periscope cede alla visione e alla realizzazione dei video orizzontali (più adatti all’home video), rinunciando al purismo del rettangolo verticale.

Su AppleTV sbarcherà anche il fenomeno Netflix, ed è prevedibile che sarà un traino decisivo per lo sviluppo di Periscope proprio come un canale non dissimile da quelli che siamo abituati a scorrere sul telecomando da decenni. Di più. La televisione, mezzo che oggi consideriamo tradizionale ma che fu a suo tempo decisamente innovativo (e come tale bistrattato non diversamente dai contemporanei mezzi digitali) sopravvive nel gusto degli italiani. Ancora una volta ce lo dicono i dati, ma ce lo mostra soprattutto il sentire comune.

Ma cos’è che da sempre fa della TV un piacere fra i piaceri? L’appuntamento. Sia giornaliero (il TG, o il BLOB, o il conduttore/la conduttrice che sono ormai di famiglia), sia settimanale (un tempo Lascia o raddoppia, oggi XFactor, House of Cards o l’inossidabile Domenica Sportiva), sia annuale (il Festival di Sanremo non ha ancora rivali) l’appuntamento è quello che ci inchioda alla TV.

Periscope ha un’arma in più per essere una TV dell’appuntamento: la diretta. Se è vero come è vero che quando nacque e ebbe il suo boom la TV commerciale (sotto molti aspetti una situazione molto simile alle possibilità odierne della web-TV, sia quella della Mela o quelle che la seguiranno su questa strada) l’intuizione vincente delle reti di Silvio Berlusconi fu quella delle cassette registrate per dare, appunto, l’idea di una diretta, di un appuntamento.

Unite l’idea dell’appuntamento a quella dell’occasione (la vera peculiarità di Periscope) e potrete immaginare un canale televisivo che vi garantisca un’offerta inimmaginabile fino a poco fa. Dal canale tematico, a quello dell’informazione all-news dove vi potrebbe capitare di sintonizzarvi sull’account della Casa Bianca (canale nel canale) che trasmette lo sbarco di Papa Francesco a Washington e il suo incontro con il Presidente Obama(è successo qualche giorno fa), ma non più solo dal vostro smartphone, dal tablet o dallo schermo del pc (che il 90% di noi fatica ancora a considerare: televisione), ma placidamente sprofondati sul vostro divano, dentro la vostra cara, abituale, amica TV.

5° puntata della rubrica Periscoppio, a cura di Alessandro Parodi

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