Perché quel che è successo in Francia riguarda tutti noi

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Lettera ai miei alunni. Non abbiate paura di sorridere di fronte a un gesto di offesa, di rabbia o di violenza, quando vi arriva addosso

E’ accaduto in estate e mi viene da pensare come non solo la mafia uccida d’estate e che accade non solo d’estate e accadrà. Siete lontani dai banchi, alunni miei, chi al mare, chi per strada annoiato, chi a casa, chi a godersi quella vacatio (ok, ve lo ricordo: vacanza deriva da vacatio, vuoto, dunque ci sta che abbiate questa eco da vuoto nelle giornate d’estate), la vacanza di tempo e di spazio che da grandi ricorderete insieme al sapore del gelato che mamma prende dal freezer e vi porge dentro a un bicchiere, questo sapore d’estate mischiato al far nulla ve lo ricorderete da grandi ogni volta che aprirete un freezer d’estate cercandovi dentro la vaschetta che compra oggi mamma.

E allora non voglio appesantirvi, voglio solo segnarmi le cose da dirvi, quando tornerete tra i banchi. Hanno ucciso un prete; no, non quello di cui sappiamo e vi raccontiamo sempre, quello che abitava qua dietro, a meno di 500 m dalla vostra scuola. Hanno ucciso un altro prete, in un posto lontano, su in Francia, per cui una vocina potrebbe dirvi: stai tranquillo, non ci riguarda, è accaduto lontano, sei al sicuro. E invece ci riguarda eccome e devo insegnarvi come non aver paura adesso, o almeno averne di meno, per quel che accade fuori di voi imparando a vincere le paure dentro di voi.

Nella nostra classe ci siete 11 cristiani cattolici italiani, 3 cristiani cattolici tamil, 2 buddisti italiani, 3 cinesi taoisti, una cinese buddista, 7 islamici e 2 non religiosi. Come vi dico sempre e come è lampante ai vostri occhi, siete tutti diversi, ma quando sbagliate avete tutti il mio uguale rimprovero, e quando fate una cosa buona il mio uguale apprezzamento. Ok, tranne Manuel “perché ce l’ho con lui  ed è il capro espiatorio della classe”. Sapete che non è così e che scherzo, per me siete tutti uguali e tutti diversi e spero che abbiate capito cosa intendo quando lo dico. Ciascuno di voi è unico ai miei occhi, ai vostri occhi e agli occhi di tutti. Ma ciascuno di voi diventa uguale a tutti nelle regole da osservare e nelle cose che vi dobbiamo.  Vi vedo sbadigliare? Torniamo a studiare? Noooo?

Allora continuo: cosa c’entra tutto questo con quel prete ucciso nel nord della Francia? C’entra, c’entra eccome. Qualcuno potrà dirvi, ma io spero di no, che le vostre religioni vi fanno diversi, peggiori o migliori a seconda della religione. No. Non è così, voi siete migliori o peggiori in base al vostro comportamento e questo lo dicono tutte le religioni, e aggiungono una cosa, che vale ovunque: la pace conviene, il rispetto dell’altro conviene ed essere buoni non è una litania, ma la premessa per una vita più semplice. E voi lo sapete quanto è complicata la vita, lo sapete già adesso. Il cristianesimo, l’islamismo, il buddismo sono tutte religioni di pace, di tolleranza e di semplicità. Dunque non abbiate paura di guardarvi negli occhi tutti quanti in questa classe e scoprire nel fondo degli occhi dei vostri compagni lo stesso sorriso calmo.

Padre Puglisi lo ha ammazzato un cristiano siciliano, ma non lo ha ammazzato perché cristiano e siciliano, nonostante qualcuno lo abbia reclutato in stanze con altari e santini. Padre Hamel, in quella lontana città della Francia, lo ha ammazzato un giovane islamico francese, ma non l’ha ammazzato perché era islamico e francese, nonostante chi lo ha reclutato, magari on line, si è servito di frasi e indicazioni del Corano. No, ragazzi miei, quei due assassini sono stati reclutati perché attirati da un linguaggio che conoscevano e conoscono benissimo, il linguaggio della violenza, il linguaggio della rabbia, il linguaggio della solitudine. E allora per questo io vi dico che ci riguarda, eccome se ci riguarda. Perché a volte lo intravedo il linguaggio della violenza, il linguaggio della rabbia e il linguaggio della solitudine. Lo intravedo qui, tra i vostri banchi, come fili invisibili ma potenti. Alcuni di voi trovano quel linguaggio, quella rabbia, quella solitudine, fuori per strada, li trovano a casa, o tra i compagni, o vi arrivano nel vostro telefonino. E prima di diventare vostro linguaggio, vostra rabbia e vostra solitudine, quei messaggi forti diventano paura.

E allora sapete che vi dico e che vi diciamo noi insegnanti? Venite da noi, accoglieremo la vostra solitudine, calmeremo la vostra rabbia e allontaneremo la violenza. Dicendovi sempre e solo: ogni religione è un messaggio di pace, di rispetto, di tolleranza, non di violenza, né di rabbia, né di solitudine. Lo dico ai cristiani, lo dico agli islamici, lo dico ai buddisti, ai taoisti e agli agnostici. Se sentite crescere dentro o intorno a voi quei pericoli, da qualunque parte arrivino, cercateci, noi ci saremo. E combattetela sempre la violenza, denunciatela, smussatela, sopprimetela se nasce dentro di voi. proprio perché avete compreso il messaggio vero della vostra religione. Ci sono mille lingue nel mondo ma il sorriso è sempre uguale e uno.

Ecco perché quei due parroci sono morti sorridendo. Ci hanno lasciato un sorriso e in noi lo troverete. Non abbiate paura di sorridere di fronte a un gesto di offesa, di rabbia o di violenza, quando vi arriva addosso, sapete bene che ce ne vuole di coraggio a farlo, eppure è l’unico modo per scrollarverlo di dosso, l’unico modo per non inglobarlo dentro . Qualcuno vi dirà che la prof vive su Marte e che la vita è un’altra cosa e che è solo una “stupida buonista”. Per nostra fortuna e vostra siete molto più intelligenti e coraggiosi di chi vi dice ciò, dimostrateli la vostra intelligenza e il vostro coraggio ripetendovi sempre che calma, rispetto e non violenza convengono, in tutte le lingue e latitudini e motivi del mondo. Godetevi l’estate, torneremo presto a studiare.

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