Perché non sono contento

Amministrative
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Non sarò mai un pollo di allevamento della politica che ripete le stesse frasi banali ogni scrutinio

Come ai vecchi tempi il giorno dopo le elezioni hanno vinto tutti. Tutti sorridono davanti alle telecamere per dire che loro sì che hanno trionfato, signora mia. Spiacente, io non sono fatto così. E l’ho detto chiaro: non sono contento, avrei voluto di più. Non sarò mai un pollo di allevamento della politica che ripete le stesse frasi banali ogni scrutinio. Intendiamoci. Il PD rimane saldamente in testa, i suoi candidati stanno intorno al fatidico 40% in molte città, siamo l’unico partito nazionale. Cinque Stelle che canta vittoria governa in appena 17 comuni (compresi espulsi, sospesi e disconosciuti) su ottomila, cui vanno aggiunti altre quattro municipalità ieri. Il movimento di Grillo e Casaleggio è andato al ballottaggio in venti comuni sui 1.300 in cui si votava. La Lega crolla, Salvini sta sotto il 3% a Roma ed è doppiato da Berlusconi a Milano, d o p p i a to ! Forza Italia esiste ancora e ottiene risultati positivi a Napoli, Milano, Trieste. Ma scompare da Cagliari a Torino, da Bologna a Roma. La sinistra radicale che per mesi ci ha spiegato come funzionava il mondo non entra in partita né a Roma, né a Torino dove aveva scommesso tanto

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