Perché noi, militanti radicali, chiediamo di votare Giachetti

Amministrative
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Un appello in vista della primarie di domenica

 

Invitiamo tutti i cittadini che hanno condiviso le grandi lotte del Partito Radicale da quelle per il  divorzio, e via via tutte le altre grandi affermazioni di civiltà e diritto, fino all’attuale che ci vede prioritariamente impegnati: per la transizione verso lo stato di diritto a partecipare alle prossime primarie del Partito Democratico,  con il solo scopo di assicurare la partecipazione, e l’auspicata elezione a Sindaco di Roma di Roberto Giachetti.

La nostra non è una scelta ideologica ma politica: Roberto Giachetti è di per se garanzia di buona amministrazione e buon governo. Ha gli strumenti politici e le caratteristiche umane necessarie per farcela a non cadere nelle trappole della partitocrazia che ben conosce. La sua onestà è fuori discussione non è condizione sufficiente ma è indispensabile e crediamo sia dovuta.

Il nostro modello per Roma è lo stesso che abbiamo potuto esprimere alla Regione Lazio: siamo andati fino in fondo pur sapendo che saremmo stati quelli che avrebbero pagato il prezzo più alto per aver voluto tenere fede alle proprie convinzioni ed impegni.

Oggi sosteniamo Roberto con lo stesso spirito e con l’auspicio di poterci convocare al più presto in quanto “radicali CON Roberto Giachetti”.

In decenni di militanza politica Roberto Giachetti ha dimostrato che non fa parte di quella mala politica, non necessariamente mafiosa ma certamente criminale, che fa della spartizione e dell’occupazione del potere la fonte della sua legittimità e lo scopo fondamentale del suo essere e del suo operare; sappiamo che non sarà disposto ad accettare logiche spartitorie ma porterà fino in fondo il progetto di una città vivibile opposto dei tanti programmi, tutti uguali, e tutti dimenticati il giorno dopo le elezioni.

Chiediamo dunque di votare e far votare Roberto Giachetti per

* le anagrafiche pubbliche – a cominciare da quelle degli eletti, dei nominati e degli appalti – quale primo antidoto alla corruzione;

* una politica volta a prevenire, ancor prima del sistema che è oggetto del processo Mafia capiale, quegli appalti che ne hanno consentito e consentono il nascere e svilupparsi; a cominciare dai campi rom, che tutti dicono di voler chiudere, imponendo l’uso dei fondi europei nonché le prassi e i metodi per dare una possibilità di integrazione e sviluppo senza alternative illegali sinora consentite e tollerate;

* politiche di sviluppo internazionale che portino Roma a promuovere e guidare campagne internazionali approntate alla promozione, affermazione e difesa di vecchi e nuovi diritti umani fondamentali.

Laura ARCONTI, militante e dirigente storica del Partito Radicale

Marco BELTRANDI, già deputato radicale

Antonella CASU, tesoriere di Non c’è Pace Senza Giustizia

Antonio CERRONE, tesoriere del Congresso Mondiale per la libertà della e nella Cultura

Sergio D’ELIA, segretario di Nessuno Tocchi Caino, già deputato radicale

Maria Antonietta FARINA COSCIONI, Presidente Istituto Luca Coscioni, già deputata radicale

Andrea MARCUCCI, architetto

Carlo PONTESILLI, fiscalista, segretario di anticlericale.net

Carla ROSSI, Ordinario di Statistica medica, già consigliere antiproibizionista alla Provincia di Roma

Giuseppe ROSSODIVITA, avvocato, già consigliere radicale alla Regione Lazio

Maria LAURA TURCO, avvocato

Maurizio TURCO, tesoriere del Partito radicale, già deputato

Valter VECELLIO, segretario del Congresso Mondiale per la libertà della e nella Cultura

Elisabetta ZAMPARUTTI, tesoriera di Nessuno Tocchi Caino, già deputata radicale

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