Perché Marquez non può parlare di rispetto. E spunta il video che lo inchioda

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In vent’anni di carriera episodi del genere a Rossi non erano mai successi. Valentino avrà anche sbagliato ma Marc non sarà mai un buon modello di sportività

I fatti sono noti. Durante il gran premio della Malesia, il penultimo di un mondiale di MotoGp mai così equilibrato e appassionante, Valentino Rossi e Marc Marquez vengono a contatto al settimo giro dopo una battaglia furente messa in scena fin dai primissimi giri. Alla curva 14 del circuito di Sepang lo spagnolo entra in contatto con l’italiano che, a giudicare dalle immagini, lo scalcia via provocandone la caduta e l’abbandono della gara.

Il gran premio prosegue, vince Dani Pedrosa su Honda. Dietro di lui i due piloti Yamaha, Jorge Lorenzo e lo stesso Rossi, che si stanno giocando la vittoria del mondiale. Lorenzo recupera 4 punti a Valentino, ora è a -7 dal pesarese prima dell’ultima e decisiva gara di Valencia. Un testa a tesa incredibile, se non fosse per il fatto che, a meno di improbabili colpi di scena, il finale sia già scritto. In base alle decisioni della Direzione di gara, infatti, Rossi partirà dall’ultimo posto in griglia e a Jorge basterà mettere un solo pilota tra lui e il Dottore per vincere il mondiale.

Valentino è stato penalizzato per aver fatto cadere Marquez. Ciò che è meno noto è quanto è successo nei giorni, nelle settimane precedenti a questa gara. Rossi aveva accusato Marc di voler fare il gioco di Lorenzo, con l’obiettivo di fargli perdere il mondiale, dopo le ruggini dei gran premi di Assen e Buenos Aires. “Non è una mia strategia – aveva detto il Dottore prima del gran premio – è la verità”. Una frase che, a posteriori, si è rivelata quanto mai profetica.

Marquez, più lento di Valentino, si fa superare da Lorenzo al primo giro del gran premio, aspetta Rossi e ingaggia con lui un’assurda battaglia fatta di sorpassi e controsorpassi. Cose che normalmente si vedono (forse) solo nelle ultime curve di una gara. Risultato: Lorenzo scappa via, Rossi rimane ingabbiato nella bagarre a 300 km/h con Marc. Poi il patatrac. “Non volevo far cadere Marquez, l’ho aspettato per ripartire in velocità, lui mi è venuto addosso e mi è scivolato il piede dalla pedana. Le Moto Gp sono troppo pesanti per cadere a causa di un calcetto”, questa la versione del pesarese, surrogata dal video postato su facebook da Matteo Campanini.

“Quanto è successo – accusa – è la dimostrazione che le mie preoccupazioni erano fondate. Non potendolo vincere, Marquez ha deciso di decidere comunque lui il mondiale. E ci è riuscito, mi ha fatto perdere il titolo“. Dal canto suo, lo spagnolo campione del mondo, è furioso: “Valentino ha perso il mio rispetto e quello di tanti appassionati di questo sport”. Lorenzo ancora peggio: “Rossi doveva essere squalificato, per lui le regole non valgono”.

Ora, che i due baldi spagnoli si mettano a parlare di rispetto è quanto meno curioso. Si era mai visto nella storia del motociclismo un film del genere? Un pilota Honda che decidesse a tavolino di far vincere un pilota Yamaha per far perdere il mondiale ad un altro pilota Yamaha. In in vent’anni di carriera episodi del genere a Rossi non sono mai successi, neppure ai tempi della guerra (vera) con Max Biaggi. In un’epoca in cui lo sport deve sforzarsi di trasmettere modelli positivi, non si può certo dire che Marquez possa essere uno di quelli.

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