Perché io mi iscrivo al Pd

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Il Partito Democratico è l’arca delle migliori tradizioni popolari e riformiste prodotte dal ‘900, che tanto servono all’Italia di oggi

Sabato mattina intervenendo ad Albinea nell’ambito della prima festa di Retedem ho annunciato che avrei preso la tessera del Partito Democratico. Ho vissuto questi tre anni da “ospite” nel Pd, chiamato a suo tempo per contribuire al lavoro parlamentare portandovi le competenze e le sensibilità, che avevo maturato nella mia esperienza associativa. Spero di aver onorato fin qui la fiducia che allora mi fu accordata, attraverso il lavoro fatto sui temi che mi sono propri in Commissione Giustizia e in Commissione Antimafia. Prendo la tessera perché voglio prima di tutto manifestare gratitudine e rispetto per quella che è davvero la più grande comunità politica d’Italia, nella quale ho trovato tante persone oneste, appassionate, competenti. Certo, ci ho trovato anche limiti e contraddizioni, ma soltanto chi non abbia mai vissuto una comunità umana organizzata, potrebbe stupirsene o scandalizzarsi: c’è semmai da dispiacersene e da rimboccarsi le maniche per fare meglio.

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