Perché il reato di clandestinità è sbagliato, inutile e dannoso

Sicurezza
Sono 860 i migranti, in gran parte eritrei e somali, giunti questa mattina al porto di Crotone, a bordo della Bourbon Argos, la nave di Medici senza Frontiere, che li ha soccorsi nel Canale di Sicilia mentre si trovavano su due barconi, 5 settembre 2015. ANSA/QUOTIDIANO DEL SUD

Esiste un’alternativa tra assecondare le pulsioni irrazionali e sottovalutare la percezione di insicurezza che attraversa le nostre comunità?

Aver affrontato il tema dell’immigrazione clandestina con la norma manifesto che ne configura il reato è stato sbagliato, inutile e dannoso. Questo emerge dagli autorevoli commenti e contributi suscitati dalle obiezioni all’applicazione della delega già votata in Parlamento per l’abolizione di questa figura di reato.

È sbagliato punire con un reato e, aggiungo io, anche solo con la semplice aggravante, una condizione soggettiva che è quella della presenza irregolare sul nostro territorio.

E’inutile sotto il profilo di qualsivoglia efficacia dissuasiva in quanto il reato oggi prevede un’ammenda, cioè una sanzione pecuniaria, per lo più inesigibile e comunque di nessun impatto sulle forti spinte che inducono a partire chi fugge da guerra, fame e persecuzioni.

Dannoso perché rallenta i tempi delle espulsioni, ostacola le indagini e allunga i tempi dei processi oggi più che mai necessari per colpire chi lucra sul fenomeno dell’immigrazione e sulla disperazione dei migranti.

La tutela della sicurezza dei cittadini, la lotta ai trafficanti e all’illegalità non si fa “salendo sulle barricate” o con norme manifesto: su questo abbiamo già sperimentato il fallimento totale delle politiche dei precedenti governi di centrodestra.

Esiste dunque un’alternativa tra assecondare le pulsioni irrazionali o sottovalutare la percezione di insicurezza che indubbiamente attraversa le nostre comunità?
La risposta non può che essere quella di affrontare questi temi con provvedimenti concreti, efficaci e adeguati all’attualità del fenomeno.

Nessun buonismo quindi semmai no alla superficialità delle norme manifesto.

Questo Governo ha dimostrato di saper affrontare con coraggio anche temi difficili, dal Job’s act alle riforme istituzionali, della pubblica amministrazione, della giustizia, e di saper osare soluzioni che poi si sono dimostrate utili e appropriate.

Dunque nessun indietreggiamento sull’abolizione del reato di immigrazione clandestina. Piuttosto, proprio per dare più efficacia e completezza a questa scelta già votata a larga maggioranza dalle Camere potrebbe essere utile un approfondimento di discussione per definire meglio i mezzi di contrasto verso chi lucra sulla disperazione dei migranti e precisare condotte e sanzioni alla luce dei contributi che sono emersi da diversi e autorevoli esponenti della magistratura impegnati su questo fronte. In questo senso, se non si riuscisse a esercitare la delega nei tempi previsti, uno strumento appropriato potrebbe essere la trattazione all’interno del disegno di legge di riforma del processo penale che si occupa proprio di migliorare l’efficacia e l’efficienza del processo intrecciandole con le più adeguate sanzioni.

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