Perché il quadro politico è tornato in movimento

Tom tom
tom tom

Grandissima incertezza alle amministrative. Con il ritorno a Roma della destra (divisa)

Nessuno è oggi in grado di prevedere se il futuro politico assegnerà al Movimento 5 Stelle il ruolo di “valvola di sfogo della rabbia e della delusione” o se incarnerà “il sentore di un vasto ed eterogeneo blocco socio-politico che ha trovato in questo raggruppamento il volto politico ed elettorale delle proprie istanze” dandogli una prospettiva di governo. E’ questo in sintesi il ragionamento sviluppato da Swg nell’ultimo report dedicato proprio al Movimento di Grillo.

Il punto-chiave ci pare il seguente: “Sembra aprirsi per il M5S un bivio tra restare la rappresentanza del malcontento o divenire un soggetto politico in grado di incarnare il bisogno di equità e giustizia, di rappresentare un nuovo modello di conduzione del governo”.

Unità. tv ha ragionato sulle novità, sulle potenzialità e sulle contraddizioni dei grillini in un confronto a più voci – Unitalkche si può leggere qui. Un aspetto essenziale della discussione ha riguardato la capacità di proposta del Movimento, questione che appare da un lato la più pressante ma anche quella tuttora più problematica, più “scivolosa”. D’altra parte, le poche prove di governo non brillano di certo, da Quarto a Livorno (dove il sindaco è indagato).

Qual è infatti la proposta di politica economica generale del M5S? Quali le linee di politica estera, di governo dell’immigrazione, di strategia europea e di difesa? Sono solo alcuni esempi per segnalare che fra l’attività di opposizione e l’assunzione di una concreta politica di governo ce ne corre: un “salto” difficile, come dimostrano le storie della sinistra all’opposizione per decenni e anche della destra post-missina.

Una prima prova di credibilità come partito di governo è quella delle amministrative di giugno. Soprattutto a Roma, la candidata grillina è in corsa. Secondo Nando Pagnoncelli (sul Corriere) anzi è strafavorita: “Virginia Raggi si conferma in testa con il 29,5% delle preferenze (+2% rispetto a marzo), seguita da Giorgia Meloni con il 21,5% (anch’essa in crescita: +1,5%), Roberto Giachetti con il 20% (in calo del 2,5%), Alfio Marchini con il 19,5%, in forte crescita (+13%)”.

 

Qui sotto invece la tabella di Termometro politico che dà Giachetti davanti alla Raggi.

 

Cattura  termometro

 

Con la solita avvertenza che i sondaggi su Roma valgono quello che valgono, tuttavia diversi osservatori sono dell’opinione che la candidata grillina abbia raggiunto il picco dei consensi e, secondo i più malevoli, più esterna e peggio è.

Si vedrà. dal punto di vista nazionale, emerge in questa fase uno schema a tre poli – Pd, M5S e centrodestra – molto vicini fra loro. Anche se è tutto da vedere se il centrodestra riassorbirà la frattura di Roma e soprattutto quale ne sarà il leader. Certo, fa una certa impressione che, come abbiamo visto, Pagnoncelli assegni alla destra un bacino potenziale del 40%. Il ritorno della destra è un dato sottolineato con allarme da Veltroni qui.

Ed ecco infine la tabella nazionale di Swg, che mostra ancora un calo del Pd e un contestuale calo del M5S. E’ un po’ una stranezza, dato che le varie tegole (da Potenza alla Campania a Lodi) che si sono in questo periodo abbattute sul partito di Renzi dovrebbero gonfiare le vele dei grillini.

 

Cattura tab swg

In conclusione,  la partita si presenta apertissima. Il Paese si trova di fronte un lunghissimo periodo elettorale (amministrative-referendum sul Senato- politiche del 2018, o prima) dinanzi al quale appare disorientato e incerto. Il quadro politico, dopo la “stabilizzazione” renziana, è tornato in movimento. Vedremo quale sarà l’attore politico capace di intercettare questo stato d’animo fornendogli una credibile proposta di governo.

 

 

Vedi anche

Altri articoli