Perché Il Fatto odia Sala? Perché non sopporta la sinistra che vince

Il Fattone
Il commissario Expo Giuseppe Sala a Milano in occasione dell'incontro "Expo Milano 2015: le ragioni del successo", 16 dicembre 2015. 
ANSA / MATTEO BAZZI

Una delle colpe dell’ex prefetto, lavorare e far lavorare gli altri

Lo si è capito da settimane: il mondo grillino, gruppettaro, forcaiolo, intollerante, qualunquista – insomma quella roba lì che fa da lievito alla torta del Fatto Quotidiano – sta già schiumando rabbia preventiva per la scesa in campo di Beppe Sala a Milano.

Sala è probabilmente l’uomo giusto al momento giusto – decideranno i milanesi e non il tribunale del popolo che grillini e travaglisti vorrebbero allestire in qualche scantinato di periferia. Di certo, è già l’uomo nero che fa impazzire attempati gruppettari e funamboli extraparlamentari, comici pre-zaloniani e scribacchini della domenica.

Fuori di testa, sono andati. Come i vede dal pezzo di Alessandro Robecchi, uomo di indubbio talento comico e ormai scivolato su aggressive posizioni che nemmeno Stella Rossa, il quale non ci ha visto più quando Sala (che tutti chiamano Beppe, non solo Renzi) ha dichiarato di essere di sinistra. Apriti cielo. Non sta a lui certificare di essere di sinistra. Sta a Robecchi. E dunque, matita rossa e blu, e andiamo.

Sala si dice di sinistra da sempre. Uno che si è fatto da sé. Che ha lavorato onestamente e proficuamente. Tanto da “creare lavoro”. Eh, no, questa proprio no, scrive idrofobo Robecchi: “Esattamente come Henry Ford con gli operai,  Remo Gaspari con i postini abruzzesi, Berlusconi con i dipendenti Mediaset, Hiro Hito con kamikaze, Pablo Escobar con i sicari colombiani”. Ora, a parte che questi accostamenti non fanno ridere nessuno, sotto sotto qui si vede tutto il disprezzo di certi “pensatori” gruppettari verso il lavoro, sempre e comunque una roba schifosetta, una cosa contro cui battersi, una pratica condannevole che accomuna postini e kamikaze, operai e assassini. Il lavoro fa vomitare.

È questa la “colpa” maggiore di Sala, non tanto quella di essere una persona normale, civile, fattiva, onesta, competente ma soprattutto quella non solo di lavorare lui ma di far lavorare altre persone. Creare lavoro non è di sinistra? Rispettando le leggi, certo che lo è: altro che Hiro Hito.

Il lavoro, già. Questa è una della ragioni della sinistra. Della sinistra seria, quella che vince. Quella che manda al manicomio gli sfaccendati, perdenti comunque.

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